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Contenuto archiviato il 2022-12-02

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Audizione del commissario designato Philippe Busquin

Nel corso di una burrascosa audizione dinanzi al Parlamento europeo, il commissario designato per la ricerca, Philippe Busquin, ha affermato che, in caso di nomina, la sua missione principale sarà l'efficace attuazione del quinto programma quadro. Inoltre, il prossimo anno si ...

Nel corso di una burrascosa audizione dinanzi al Parlamento europeo, il commissario designato per la ricerca, Philippe Busquin, ha affermato che, in caso di nomina, la sua missione principale sarà l'efficace attuazione del quinto programma quadro. Inoltre, il prossimo anno si comincerebbe a gettare le basi per il sesto programma quadro di RST. Ciononostante, l'audizione, tenutasi il 1° settembre a Bruxelles, è stata dominata dalle preoccupazioni dei parlamentari europei in merito all'affaire Agusta-Dassault, nel quale esponenti del partito socialista belga francofono (Parti socialiste - PS), di cui Busquin è presidente dal 1992, sono stati riconosciuti colpevoli nel 1998 dai tribunali belgi con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti (insieme con i loro colleghi del partito socialista fiammingo). Nelle sue risposte, Busquin ha ripetutamente sottolineato che all'epoca dei fatti non era stato ancora eletto presidente del partito, ribadendo di non essere mai stato accusato di alcuna operazione illegale o di alcun comportamento fraudolento. Alle domande dei parlamentari belgi, olandesi e tedeschi che mettevano in dubbio la sua padronanza del neerlandese, una delle lingue ufficiali del Belgio, Busquin ha risposto promettendo di migliorarla. Nel discorso di apertura, Busquin si è impegnato a garantire che i 15 miliardi di euro destinati al 5PQ vengano spesi bene. Ha sottolineato la sua volontà di "creare uno spazio unico per la ricerca", in modo che il settore divenga più interessante per i giovani di cui l'Europa ha bisogno per poter competere con gli Stati Uniti e il Giappone. Ha dichiarato che le sue priorità sarebbero le attività di ricerca capaci di sostenere l'ampliamento, l'occupazione e la crescita, precisando: "La ragione principale alla base della ricerca scientifica consiste, oltre che nel placare la sete umana di conoscenza, nell'utilizzo delle conoscenze scientifiche volte a risolvere i problemi della società". Egli ha affermato che il Centro comune di ricerca della Commissione europea si trova in una posizione ideale per realizzare tali obiettivi ed ha citato, quali validi esempi in tal senso, gli sforzi di ricerca profusi dal CCR in occasione della crisi della diossina e in merito agli organismi geneticamente modificati. Busquin si è impegnato a migliorare i rapporti del CCR con il Parlamento europeo, agendo da tramite, qualora necessario. Eryl McNally ha sollevato il problema dei finanziamenti per lo smantellamento degli impianti nucleari, compreso lo stesso impianto del CCR a Ispra. Busquin ha assicurato che i fondi non saranno stornati da quelli destinati alla ricerca, anche se ha sottolineato l'esigenza di un atteggiamento aperto nella distribuzione dei fondi. È stato anche affrontato il tema delle pari opportunità e Busquin si è personalmente impegnato in relazione alla comunicazione "Donne e scienza" della Commissione uscente, che sollecita a fissare al 40 per cento la soglia minima di partecipazione delle donne ai panel consultivi e di valutazione del 5PQ. Successivamente, Busquin ha insistito sul fatto che non intende distinguere tra la ricerca fondamentale e la ricerca dettata dal mercato ed ha precisato: "Non ho mai formulato un parere in merito alla distinzione tra ricerca applicata e ricerca fondamentale, tra le quali non dovremmo creare una dicotomia artificiale. Esistono numerosi programmi che dimostrano il valore della ricerca fondamentale". In merito al programma quadro in corso, Busquin ha dichiarato di non aver intenzione di apportare immediati cambiamenti, dichiarando: "È importante tener fede a decisioni già adottate fino ad una loro corretta valutazione. Laddove fossero necessari cambiamenti, sarebbe opportuno aspettare fino alla revisione di medio termine". Concordando con Paul Rübig in merito alla necessità di migliorare la posizione delle piccole e medie imprese nell'ambito dei progetti di ricerca, Busquin ha citato CORDIS come eccellente strumento di promozione. Egli ha affermato: "Sta aumentando il numero delle PMI che partecipano al quinto programma quadro ed il progetto CORDIS si è dimostrato efficace nella divulgazione delle informazioni alle PMI". Ha poi proseguito: "Il novanta per cento delle imprese sono PMI, eppure esse ricevono solo il dieci per cento dei fondi destinati alla ricerca"; per incrementare tale percentuale, ha proposto di incoraggiare le imprese più piccole a collaborare a progetti di ricerca con le grandi imprese. Busquin ha assicurato ai parlamentari europei che sono già in corso le procedure per semplificare l'iter di presentazione delle domande di partecipazione, di cui le PMI hanno lamentato l'eccessiva complessità. Alla domanda di Willy De Clerq circa le PMI che trarranno particolare vantaggio dai programmi di ricerca dell'UE, Busquin ha risposto che la priorità sarà accordata ai settori della telematica e dell'informatica.

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