La Commissione accoglie con favore la seconda lettura del PE della direttiva quadro sulle acque
Lo scorso 14 febbraio il commissario europeo dell'Ambiente Margot Wallström ha espresso la propria soddisfazione per la seconda lettura del Parlamento europeo della direttiva quadro sulle acque. "Accolgo molto favorevolmente i risultati della seconda lettura del Parlamento europeo, che dimostra la serietà del nuovo Parlamento nell'assumersi le propria responsabilità in materia di ambiente", ha affermato. La Commissione riferisce che il Parlamento europeo ha adottato degli emendamenti alla direttiva che miglioreranno la posizione comune del Consiglio, introducendo requisiti ambientali più rigorosi e trasparenti, obiettivi più ambiziosi ed evidenti, nonché tempi d'attuazione più brevi. Inoltre, gli emendamenti del Parlamento invitano gli Stati membri a concretizzare gli impegni recentemente assunti nell'ambito della convenzione OSPAR (OSLO-PARIS Marine) per un controllo radicale degli scarichi di sostanze pericolose nel mare. La Commissione dichiara che la decisione del Parlamento sul costo dell'acqua è stata più prudente rispetto alla proposta della Commissione, sebbene essa abbia ora deciso di spingere il Consiglio ad introdurre emendamenti al principio "chi inquina paga". Inoltre, intende accertarsi che i consumatori d'acqua dei diversi settori economici non evitino, a lungo termine, di pagare i costi tramite finanziamenti, palesi o nascosti, ottenuti da altri settori. La relatrice Marie Lienemann, rappresentante del PES francese, il 14 febbraio ha proposto oltre 70 emendamenti alla posizione comune del Consiglio sulla direttiva quadro, al fine di aggiornare la legislazione comunitaria vigente sulle acque e per pianificare una strategia a lungo termine volta a garantire la disponibilità d'acqua potabile di buona qualità e pulita, nonché proteggere le risorse d'acqua esistenti, compresi i bacini fluviali e le acque costiere. La direttiva mira anche a fornire un aiuto nell'intraprendere azioni per affrontare i problemi legati alle inondazioni e alla siccità. La direttiva si propone di raggiungere tali obiettivi fissando delle scadenze per porre fine allo scarico di sostanze pericolose, definendo dei valori limite per le sostanze inquinanti ed introducendo la gestione delle acque dei bacini fluviali. La direttiva si prefigge, inoltre, di garantire che i costi per i piani di depurazione e di gestione delle acque si ripercuotano equamente sulle tariffe imposte ai consumatori.