Skip to main content

Article Category

Notizia

Article available in the folowing languages:

Il futuro quadro normativo per le comunicazioni elettroniche

In occasione della seduta pubblica svoltasi il 10 e l'11 maggio, i rappresentanti del settore europeo delle telecomunicazioni e delle industrie correlate, le autorità di regolamentazione nazionali competenti e le associazioni dei consumatori hanno accolto favorevolmente i pian...

In occasione della seduta pubblica svoltasi il 10 e l'11 maggio, i rappresentanti del settore europeo delle telecomunicazioni e delle industrie correlate, le autorità di regolamentazione nazionali competenti e le associazioni dei consumatori hanno accolto favorevolmente i piani della Commissione europea per la definizione del futuro quadro normativo in materia di comunicazioni elettroniche. I delegati hanno particolarmente apprezzato la celerità del processo che l'Europarlamento ha adottato all'inizio di questo mese e che la Commissione spera emuli la direttiva sul commercio elettronico, iniziative definite entrambe prioritarie al recente vertice del Consiglio tenutosi a Lisbona. La seduta è stata l'ultima opportunità per discutere delle proposte prima che la Direzione generale per la Società dell'informazione si accinga a preparare le cinque direttive che, se approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, stabiliranno i principi per definire la posizione dell'Europa all'interno della società dell'informazione. Gli interessati hanno tempo fino al 19 maggio per presentare proposte e suggerimenti scritti, mentre il lancio del quadro normativo aggiornato è previsto per il mese di giugno. "Il nuovo quadro normativo per le reti e i servizi di comunicazioni elettroniche deve riflettere la realtà di questo dinamico settore", ha affermato Erkki Liikanen, commissario responsabile per le telecomunicazioni. "Il Consiglio europeo di Lisbona ha posto l'accento sull'importanza del processo di revisione della normativa nel settore delle comunicazioni eseguito nel 1999, nonché sulla necessità di una sollecita adozione ed attuazione del nuovo quadro normativo". "L'obiettivo della seduta pubblica consiste nel far avanzare il dibattito, partendo dalla recente consultazione pubblica e fornendo alle parti interessate l'opportunità di esprimere le proprie opinioni su questioni specifiche che saranno contemplate nelle prossime proposte legislative". Nel novembre del 1999 la Commissione ha indetto una consultazione pubblica sul futuro del quadro normativo per le comunicazioni elettroniche, i cui risultati sono stati pubblicati in aprile, parallelamente alla definizione di una serie di orientamenti chiave per l'aggiornamento del quadro normativo. I cinque documenti di lavoro, che hanno costituito la base dei dibattiti, sono stati basati su tali orientamenti e sono stati divulgati su Internet prima dello svolgimento della seduta. Tali documenti vertono sul quadro normativo generale, l'autorizzazione dei servizi, l'accesso e l'interconnessione, il servizio universale, i diritti degli utenti e la tutela della privacy nelle comunicazioni elettroniche. Le proposte mirano a semplificare le norme per l'ottenimento delle licenze, grazie ad un sistema di autorizzazione basato sull'uso di licenze generali per la concessione di tutte le reti e i servizi di comunicazione. Per i casi in cui i legislatori reputino necessario esercitare un controllo sulle aziende che detengono un significativo potere di mercato, i documenti attingono in modo preponderante dalla normativa dell'UE sulla concorrenza, basata sul concetto di posizione dominante. Dichiarando aperta la seduta della durata di due giorni, Robert Verrue, direttore generale della DG Società dell'informazione, ha ringraziato i convenuti per i loro interventi passati e futuri. Per mantenere vivo lo slancio conferito al processo durante il vertice del Consiglio tenutosi a Lisbona, ha affermato Verrue, la Commissione sta lavorando a ritmi serrati per poter presentare le cinque direttive in giugno. "Il calendario al quale lavoriamo è molto fitto", ha proseguito, "ma i mercati e le tecnologie coinvolte cambiano molto rapidamente e noi dobbiamo essere preparati." "Penso di poter dire che per la prima volta abbiamo assistito ad una consultazione pubblica su testi in fase così avanzata. Si tratta di una dimostrazione di ciò che le comunicazioni elettroniche e Internet rendono oggi possibile". Il primo documento di lavoro, "un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazioni elettroniche", è stato presentato da Andy May della DG Società dell'informazione. Il quadro armonizzato proposto riguarderebbe tutte le reti satellitari e terrestri, inclusi i sistemi fissi e senza fili. Alle autorità di regolamentazione nazionali (ANR), indipendenti e super partes, spetterebbe il compito di sovrintendere al sistema, secondo le condizioni stabilite dalla direttiva. Tali autorità avrebbero l'obbligo di intervenire qualora si ritenesse che gli operatori esercitino un significativo potere di mercato (SPM). La Commissione elaborerà alcune linee guida per aiutare le autorità di regolamentazione nazionali a definire i mercati, a valutare il livello di concorrenza ed a decidere sull'opportunità di intervento. Per alcuni mercati, stabiliti dalla Commissione, sarebbe consentito un intervento normativo ex ante, nel cui caso l'autorità nazionale non potrà imporre obblighi. Nonostante si sia discusso della definizione di potere di mercato e ci si sia chiesti se le autorità di regolamentazione nazionali sarebbero sufficientemente indipendenti, in generale i partecipanti hanno apprezzato il fatto che il rapporto con la legge sulla concorrenza sarà caratterizzato da maggiore chiarezza. Il secondo documento presentato, riguardante "l'accesso alle reti di comunicazioni elettroniche, l'interconnessione di tali reti e i servizi correlati", mira a garantire che, in un periodo caratterizzato dalla convergenza di tecnologie e servizi e da una forte crescita di mercato, il mercato dei servizi di comunicazioni elettroniche continui a svilupparsi in modo da stimolare l'innovazione, la concorrenza e le scelte degli utenti. Le norme sulla concorrenza vengono utilizzate come metodo principale per regolamentare il mercato delle comunicazioni elettroniche; tuttavia, nella fase di transizione, si potrà continuare ad applicare le norme con validità ex ante specifiche di un dato settore, in particolare laddove gli ex gestori tradizionali continuano a fornire la maggior parte dei collegamenti, limitando la competitività del mercato. Si è discusso dei casi nei quali applicare tali condizioni, nonché dell'approccio normativo appropriato da adottare. Secondo quanto convenuto, è opportuno che la normativa sia specifica al problema, proporzionale e mantenuta in vigore finché necessario. L'obiettivo generale è quello di fornire agli attori di mercato una sicurezza giuridica mediante la definizione di chiari criteri di intervento. Il terzo documento, riguardante "l'autorizzazione di reti e servizi di comunicazione", propone di incoraggiare l'armonizzazione e la semplificazione delle norme nazionali di autorizzazione, sulla base dei commenti ricevuti in occasione della revisione del 1999. Attualmente l'accesso al mercato per i fornitori di servizi di comunicazione è controllato da un mosaico di 15 regimi nazionali, ognuno dei quali caratterizzato da proprie categorie, condizioni, procedure e tariffe. Basandosi sui dati che emergono dalla ricerca, secondo cui i regimi meno imponenti sarebbero altrettanto, se non addirittura maggiormente, in grado di stimolare un mercato competitivo, la Commissione propone un modello normativo più snello e semplificato, che comprende un'unica autorizzazione europea. "Il servizio universale e i diritti degli utenti nell'ambito delle reti e dei servizi di comunicazioni elettroniche" è il tema del quarto documento di lavoro, il quale tenta di trovare un equilibrio tra gli obblighi del servizio universale, gli interessi e i diritti di utenti e consumatori e i servizi obbligatori. Esso ha inoltre l'obiettivo di garantire la disponibilità di servizi di comunicazioni elettroniche di buona qualità in tutto il territorio comunitario, definendone le norme per i contratti, la qualità dei servizi e la trasparenza delle informazioni fornite. Il dibattito ha posto l'accento su quanto sia opportuna una regolamentazione. Si è registrato un consenso generale sull'obiettivo di fondo che consiste nel garantire un livello di qualità dei servizi, tenendo conto delle condizioni nazionali, a prezzi accessibili e competitivi. L'ultimo documento di lavoro in discussione, riguardante "l'elaborazione dei dati personali e la tutela della privacy nel settore delle comunicazioni elettroniche", si prefigge lo scopo di garantire un elevato livello di protezione dei dati personali e della riservatezza, a dispetto della tecnologia utilizzata. Se adottato, esso sostituirà l'attuale direttiva sull'elaborazione dei dati personali e la tutela della privacy nel settore delle telecomunicazioni. Non si intendono apportare grandi cambiamenti, ma piuttosto degli adeguamenti necessari per far fronte agli sviluppi registrati in ambito tecnologico, tra cui l'elaborazione di nuove definizioni circa i tipi di dati da tutelare (per esempio, dati che consentono di determinare la posizione geografica di un utente in possesso di un telefono cellulare). Il documento contiene alcuni orientamenti per gli abbonati, affinché essi possano monitorare l'elaborazione dei loro dati e verificare se tali informazioni siano state archiviate in directory pubbliche. Sono stati espressi alcuni timori circa le proposte avanzate per interrompere l'invio di comunicazioni non richieste. In generale, si è riscontrato un minor consenso su questo documento di lavoro e alcuni partecipanti hanno chiesto più tempo per verificare come le nuove tecnologie influenzeranno l'elaborazione di dati. Nel concludere i lavori, Nickolas Argyris, direttore del servizio Comunicazione all'interno della DG Società dell'informazione, ha affermato di aver ascoltato alcuni interventi molto interessanti e ha osservato che la qualità del dibattito dipenderà, in ultima istanza, dalla qualità delle direttive proposte. La Commissione ha adottato di recente una raccomandazione rivolta agli organismi di regolamentazione nazionali basata sulla separazione dell'accesso alla linea locale. I piani mirano ad incoraggiare i gestori tradizionali ad aprire le loro reti alla concorrenza, in particolare gli ultimi metri di filo di rame che collegano gli abbonati alla centrale più vicina. Si spera che questo consenta di ridurre le tariffe per il collegamento a Internet, dando così slancio all'iniziativa "eEurope" della Commissione.