Maggiore attenzione nei confronti della sanità nei paesi candidati
Secondo quanto affermato dagli esperti in un'audizione pubblica svoltasi l'11 luglio al Parlamento europeo, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori nei paesi candidati all'adesione meritano un più elevato livello di priorità nell'ambito del processo di ampliamento. Parlando dinanzi alla commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, gli esperti hanno segnalato che trascurare la sanità potrebbe avere gravi conseguenze ai fini della realizzazione a lungo termine degli obiettivi comunitari. Essi hanno affermato: "Occorrerebbe un maggiore coinvolgimento dei paesi candidati in tutte le attività sanitarie a livello comunitario". Gli esperti hanno prospettato il rischio di un "esodo di medici ed infermieri mal retribuiti, che andrebbero a ricoprire posti di lavoro negli Stati membri con stipendi, condizioni di lavoro e prospettive di carriera migliori, con serie implicazioni per la sanità. Anche i rappresentanti del settore sanitario dei paesi candidati hanno espresso le proprie preoccupazioni. La sig.ra Mucha, presidente dell'associazione ungherese degli infermieri, ha affermato che l'adozione di una normativa in materia di sanità e sicurezza richiederebbe risorse ed una formazione supplementari. La direttiva comunitaria concernente le ore di lavoro potrebbe avere un impatto significativo sulla categoria degli infermieri, per i quali gli orari prolungati rappresentano la prassi. La Mucha ha aggiunto che in Polonia molti infermieri lavorano per turni anche di 36 ore senza pause, con ovvie conseguenze per la propria salute e per quella dei pazienti. I partecipanti alla riunione hanno convenuto che lo sviluppo delle risorse umane è essenziale per tutti i processi di riforma dell'assistenza sanitaria. È stata inoltre espressa preoccupazione in merito alla disorganizzazione dei sistemi nella maggior parte dei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Il Dott. Mossialos della London School of Economics ha definito la situazione "caotica", in cui persiste una cultura di remunerare i medici in maniera non ufficializzata. Egli ha aggiunto che sarà difficile modificare tale situazione e che per di più, fino ad oggi, esistono poche prove a sostegno del fatto che il rifinanziamento del settore sanitario possa avere conseguenze dirette sulla sanità o sulla qualità dei servizi. Il commissario europeo per la Salute e la Tutela dei consumatori, David Byrne, ha illustrato il punto di vista della Commissione su tale questione, delineando le iniziative comunitarie nel settore della sanità pubblica e della tutela dei consumatori. Egli ha in particolare segnalato un basso livello di conformità alle norme comunitarie per quanto concerne gli aspetti veterinari e fitosanitari del processo di ampliamento. Byrne ha aggiunto che occorre inoltre ammodernare le industrie per la lavorazione dei prodotti alimentari e dei mangimi, al fine di rispettare gli standard e le norme dell'UE, indicando la necessità di un notevole sforzo da parte dei paesi candidati perché essi riescano ad adempiere ai propri obblighi. Secondo Byrne, l'Ungheria e Cipro sono i paesi candidati più avanzati in termini di tutela dei consumatori, seguiti da Slovenia ed Estonia. Anche la Polonia, in ritardo fino a qualche tempo fa, ha compiuto progressi in questo settore.