La Commissione riconosce l'accordo sull'"approdo sicuro"
Al termine di due anni di negoziati, la Commissione europea ha adottato una decisione con la quale riconosce la conformità dell'accordo sull'"approdo sicuro", concluso con gli USA, ai requisiti previsti dalla direttiva comunitaria sulla protezione dei dati personali. La decisione entrerà in vigore a novembre. Le disposizioni dell'accordo sull'"approdo sicuro" erano state elaborate mediante un dialogo tra l'UE ed il ministero del Commercio degli Stati Uniti, a fronte del possibile conflitto con la direttiva comunitaria sulla protezione dei dati personali, entrata in vigore nel 1998. L'"approdo sicuro" stabilisce una serie di principi sulla protezione dei dati, cui le imprese statunitensi possono volontariamente conformarsi, fornendo in tal modo una tutela adeguata per i trasferimenti di dati personali al di fuori dell'UE. Nonostante la natura volontaria dell'accordo, le imprese statunitensi che sottoscriveranno l'accordo sull'"approdo sicuro" saranno vincolate dalle sue norme. Le organizzazioni statunitensi che non aderiranno all'accordo sull'"approdo sicuro" potranno tuttavia effettuare il trasferimento di dati, ma dovranno farlo in base ad una delle deroghe consentite oppure occorrerà loro una tutela alternativa, quale un contratto. Un elenco pubblico dei soggetti che hanno sottoscritto i principi dell'"approdo sicuro" sarà a disposizione dei cittadini dell'UE che intendano conoscere lo status del destinatario statunitense. Quelle organizzazioni statunitensi che violino ripetutamente i principi dell'" approdo sicuro" saranno depennate dall'elenco. Nel caso di una controversia con una controparte statunitense riguardante l'utilizzo dei dati trasferiti, i cittadini dell'UE potranno affrontare la controversia in base ad un meccanismo preventivamente concordato, che può comprendere possibilità di citare in giudizio l'organizzazione controparte negli USA. Nonostante le preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo in merito alla necessità di apportare miglioramenti per risolvere singole violazioni dei principi dell'accordo, la Commissione ha proceduto all'adozione della decisione, in quanto il Parlamento aveva chiarito che la Commissione non avrebbe oltrepassato le proprie competenze in caso di adozione dell'accordo. Inoltre, la Commissione ha notificato al ministero del Commercio degli Stati Uniti le preoccupazioni del Parlamento europeo, informandolo che i negoziati verrebbero riaperti qualora i suoi timori si dimostrassero fondati. La Commissione ha riconosciuto, oltre all'accordo con gli USA, anche l'adeguatezza della protezione offerta dai quadri normativi svizzeri e ungheresi. Sono in corso negoziati con altri paesi, tra cui il Giappone, l'Australia ed il Canada.