Non sempre grande è bello, afferma la Grecia nel documento di reazione alle proposte per il SER e il 6PQ
La preoccupazione nei confronti delle proposte della Commissione volte ad autorizzare progetti di ricerca più vasti costituisce uno dei principali elementi della reazione preliminare del governo greco alle proposte avanzate dalla Commissione europea per lo Spazio europeo della ricerca (SER) e il sesto programma quadro (6PQ). Nel documento, redatto dal ministro greco per lo Sviluppo, la Grecia definisce il prossimo programma quadro europeo uno dei principali strumenti per la creazione del SER ed illustra quelle che, a suo avviso, dovrebbero essere le priorità per entrambe le politiche. Innanzitutto, esse dovrebbero condurre ad un aumento della competitività delle imprese europee a livello internazionale e, in secondo luogo, dovrebbero fornire un sostegno alle altre politiche comunitarie (fra cui le politiche regionali, ambientali, di innovazione ecc.). Nella relazione si legge in seguito che il paese è favorevole alla concentrazione della ricerca e delle risorse in settori mirati di importanza strategica, ma non a scapito di un approccio più generico. La scelta dei settori strategici dovrebbe essere motivata e basata su studi prospettici, nonché integrata ad un approccio dal basso, che consenta alla ricerca di svilupparsi secondo sia le esigenze, sia le possibilità dei ricercatori. "Siamo contrari all'esclusione dei progetti minori dal sesto programma quadro, nonché all'idea di sostenere e promuovere esclusivamente i progetti di ampie dimensioni e alto livello di spesa. L'introduzione di una soglia di spesa elevata per i progetti di ricerca non sembra rispondere agli interessi della Grecia e neppure a quelli dell'UE", recita il documento. Esso prosegue sottolineando che molte delle scoperte scientifiche più importanti sono opera di ristretti gruppi di ricerca e che le infrastrutture di ricerca più piccole offrono maggiore flessibilità di quelle grandi. Secondo il governo greco, il valore aggiunto europeo, nonché il valore e l'eccellenza in campo scientifico, dovrebbero rappresentare i criteri base per la valutazione dei progetti di ricerca. Inoltre, è opportuno tenere in considerazione anche la dimensione internazionale e regionale degli argomenti di ricerca, piuttosto che "i criteri in base ai quali viene data priorità ai progetti finanziati anche a livello nazionale". L'innovazione dovrebbe costituire una delle colonne portanti nella costruzione del SER e del 6PQ, secondo il documento, nel quale si legge: "Il modello lineare di sviluppo dell'innovazione dovrebbe essere potenziato e promosso in tutt'Europa, principalmente mediante il programma "Società dell'informazione" e le iniziative strutturate in base al modello CRAFT. In sostanza, l'innovazione dovrebbe costituire uno degli elementi chiave del prossimo programma quadro e delle azioni connesse al SER". La relazione elenca in modo chiaro le misure che a giudizio del paese sarebbe opportuno adottare per fornire maggiore coesione al prossimo programma quadro. Fra queste figurano la necessità di aumentare la coesione interna dei programmi caratterizzati da una maggiore cooperazione tra la ricerca in ambito pubblico e privato, da maggiori raggruppamenti innovativi e dalla capacità di favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di scienziati sia nel settore privato che in quello pubblico. La Grecia vorrebbe inoltre che si utilizzasse una base finanziaria diversificata per le infrastrutture di ricerca. Oltre agli Stati membri, fra le possibili fonti di finanziamento i greci indicano la Banca europea degli investimenti, i Fondi strutturali europei e i capitali del settore privato. "Non condividiamo l'idea di finanziare i costi per la costruzione di una nuova infrastruttura o per l'ampliamento e la gestione di strutture esistenti tramite il sesto programma quadro". La mobilità dei ricercatori costituisce un tema centrale delle proposte della Commissione, fattore che ha riscosso l'approvazione della Grecia, la quale condivide la necessità di considerare la mobilità uno degli obiettivi principali sia del 6PQ, sia del SER. I greci suggeriscono inoltre che intraprendere nuove azioni, come l'assegnazione di borse e la creazione di posti di lavoro negli enti di ricerca per periodi di tempo determinati, contribuirebbe a limitare la fuga di cervelli. Essi sostengono la necessità di incoraggiare un numero maggiore di giovani ad intraprendere studi ingegneristici, scientifici e tecnici e a migliorare la disponibilità dei servizi per l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Per quanto riguarda il ruolo della Commissione europea, la Grecia condivide l'iniziativa di semplificare ulteriormente le procedure di selezione dei progetti per l'assegnazione dei finanziamenti e per il loro monitoraggio, ma ha espresso alcune riserve circa l'esternalizzazione delle attività di gestione dei progetti. La Grecia raccomanda inoltre l'assunzione, da parte della Commissione, di un ruolo centrale nella definizione delle modalità di attuazione dei programmi congiunti e del coordinamento dei programmi nazionali. Insieme agli Stati membri, la Commissione dovrà definire un quadro per questo tipo di cooperazione, garantendo la partecipazione di tutti gli Stati membri e l'accesso alle informazioni che da essa scaturiranno. Secondo i greci, il coordinamento potrà essere strutturato su tre livelli: preparazione dei programmi e definizione degli obiettivi; redazione e attuazione dei progetti; valorizzazione dei risultati dei progetti. "L'apertura reciproca dei programmi nazionali non deve rappresentare l'obiettivo finale, poiché è necessario tener conto anche delle particolari esigenze di ogni Stato membro [.] L'apertura dei programmi nazionali dovrebbe avvenire in settori che generano valore aggiunto europeo", si legge nel documento.
Paesi
Grecia