La Commissione delinea il futuro ruolo del CCR nell'ambito del SER
Più snello, flessibile, maggiormente focalizzato e con migliori collegamenti in rete: così si profila il Centro comune di ricerca (CCR) nell'ultima comunicazione inviata dalla Commissione al Consiglio e all'Europarlamento, dal titolo "Fulfilling the JRC's mission in the European Research Area [ERA]" (Realizzare la missione del CCR nell'ambito dello Spazio europeo della ricerca [SER]). Tale documento costituisce una risposta all'invito, lanciato lo scorso novembre dal Consiglio "Ricerca" alla Commissione, ad elaborare una comunicazione che illustrasse i molteplici aspetti del CCR, i suoi metodi, i collegamenti, le risorse umane e i contatti con i suoi utenti. Gli ambiti principali affrontati nel documento riguardano la focalizzazione e la concentrazione delle attività del CCR, il consolidamento e l'ampliamento del suo bacino d'utenza, del suo orientamento e della sua base, nonché un rafforzamento strategico della cooperazione con i partner esterni ed una razionalizzazione della sua gestione. Secondo la comunicazione, il CCR ha una duplice missione. Innanzitutto, deve sostenere il processo di elaborazione delle politiche fornendo una vasta gamma di servizi specifici di tipo scientifico e tecnologico (S&T), come, per esempio, il sostegno tecnico per le questioni legate alle politiche e alla loro attuazione, la ricerca, il monitoraggio e la capacità di reazione in caso di crisi. In secondo luogo, deve contribuire alla definizione e al funzionamento di sistemi comunitari di riferimento scientifico a cui ricorrere durante il processo decisionale. Ciò implica, per esempio, la fornitura di assistenza nell'ambito delle reti di eccellenza e l'assunzione di ruoli diversi, da quello del facilitatore a quello di convalida dei metodi e dei risultati della ricerca. Aiutare i paesi candidati all'adesione a dotarsi degli strumenti, della formazione e dei metodi scientifici appropriati rappresenterà un ambito di particolare importanza. Per rifocalizzare l'attenzione del CCR, sarà necessario garantire che esso si attenga alle proprie competenze di base, poiché un'eccessiva dilatazione non porterebbe molti benefici e, tanto meno, consentirebbe un uso ottimale delle sue limitate risorse. A tal fine, la comunicazione delinea i seguenti tre pilastri di competenze che andranno a costituire le linee direttrici sulle quali concentrare l'attenzione: - prodotti alimentari, chimici e salute - ambiente e sostenibilità - sicurezza nucleare Oltre a ciò, il documento illustra le competenze orizzontali necessarie al sostegno di tali ambiti. Fra queste figurano la produzione di materiali e misure di riferimento e la creazione di strumenti per la gestione del rischio, volti a garantire una maggiore sicurezza pubblica, compresa la lotta alla frode. Maggiore focalizzazione è necessaria altresì a livello di impiego delle risorse umane del CCR e, a questo proposito, uno studio di valutazione ha rilevato la necessità di ridurre l'organico di 175 posti. Parte dello studio si è concentrato sull'istituto dei materiali avanzati di Petten e ha "individuato l'esistenza di un concreto potenziale per aumentare il grado di focalizzazione e di concentrazione". Una delle sezioni più ampie della comunicazione è dedicata al rafforzamento dei collegamenti del CCR con gli utenti e le parti interessate. Essa contiene diverse raccomandazioni su tale argomento, in termini di potenziamento dei collegamenti con i gruppi esistenti e di creazione di collegamenti con nuovi gruppi. Fra le parti interessate figurano attualmente il Consiglio e il Parlamento europeo. La Commissione intende rafforzare il rapporto tra CCR ed Europarlamento avviando una serie di riunioni con le commissioni interessate. La Commissione è il principale utente del CCR, seguita da altri partner internazionali, autorità di regolamentazione e paesi candidati, ai quali il documento fa nuovamente riferimento, affermando che "è necessario intensificare gli sforzi volti ad integrare, quanto più possibile, tali paesi nelle attività del CCR relative all'attuazione e al monitoraggio della legislazione comunitaria". È previsto un riesame dei collegamenti con gli organismi di regolamentazione e/o le forze dell'ordine, durante il quale verrà analizzata in particolare la rete triangolare che comprende il CCR, le DG per le politiche in seno alla Commissione e le autorità competenti degli Stati membri (o paesi in fase di preadesione). Il CCR rafforzerà l'integrazione sistematica della ricerca condotta dagli Stati membri e dai paesi in fase di adesione nel proprio lavoro. Istituire le reti, parteciparvi e gestirle "sarà un elemento di cruciale importanza per il futuro sviluppo del CCR", recita la comunicazione, facendo riferimento alle reti che forniscono sia prodotti che servizi. Ancora una volta, il documento ribadisce che verranno compiuti particolari sforzi al fine di inserire nelle reti le organizzazioni provenienti dai paesi in fase di preadesione. Un ulteriore rafforzamento è previsto nell'ambito della relazione cliente/contraente. Il 22 gennaio la Commissione ha deciso di istituire un gruppo interservizi presieduto dal Direttore generale del CCR e costituito dai Direttori generali delle DG clienti. Tale gruppo avrà compiti di arbitrato, di definizione delle priorità e di formulazione di un parere sui programmi di lavoro annuali e pluriennali del CCR. È necessario inoltre rafforzare la collaborazione per assistere in modo proattivo le DG clienti nella formulazione delle proprie esigenze. A tal fine, verrà promosso il distacco sistematico per un periodo di tempo limitato (da sei a nove mesi) di un determinato numero di dipendenti dal CCR alle DG che si occupano di politiche. Il CCR si propone altresì di aiutare la futura generazione di ricercatori, offrendo formazione nel campo della ricerca ai giovani scienziati (compresi, anche in questo caso, coloro che provengono dai paesi candidati), al fine di attirare la migliore "vitalità intellettuale". La formazione verrà impartita in collaborazione con i programmi di mobilità comunitari e nazionali. Inoltre, verranno promossi attivamente gli scambi tra il personale del CCR e i dipendenti degli istituti nazionali e aumenterà il numero di esperti nazionali distaccati presso la Commissione. Particolare impulso verrà dato al rafforzamento della consapevolezza e dell'utilità del lavoro svolto dal CCR. A tal fine il Centro organizzerà giornate informative, presentazioni e curerà i rapporti con le fonti stampa e Internet più autorevoli. La comunicazione si conclude puntualizzando che le misure illustrate entreranno in vigore progressivamente e che la valutazione prevista al termine del quinto programma quadro permetterà di individuare eventuali necessarie modifiche.