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La riorganizzazione della ricerca in Svezia consente di adottare una visione più chiara

In un'intervista rilasciata in esclusiva al Notiziario CORDIS, Pär Omling, direttore generale del Consiglio svedese per la ricerca, istituito il 1° maggio 2001, ha affermato che la ricerca svedese acquisirà maggiore coerenza grazie alla riorganizzazione degli istituti nazional...

In un'intervista rilasciata in esclusiva al Notiziario CORDIS, Pär Omling, direttore generale del Consiglio svedese per la ricerca, istituito il 1° maggio 2001, ha affermato che la ricerca svedese acquisirà maggiore coerenza grazie alla riorganizzazione degli istituti nazionali preposti al finanziamento del settore. All'inizio dell'anno, sono stati creati quattro nuovi consigli per la ricerca ed una nuova autorità per la ricerca e sviluppo, mentre numerosi altri consigli sono stati soppressi. Accanto al nuovo Consiglio svedese per la ricerca, due nuovi consigli sono stati istituiti in settori nei quali si avvertiva l'importanza di acquisire nuove conoscenze: quello della vita professionale, delle scienze sociali e dell'ambiente, nonché il settore della pianificazione spaziale e quello delle scienze agrarie. A completare la nuova struttura, vi è l'agenzia svedese per i sistemi d'innovazione, volta a finanziare una R&S (ricerca e sviluppo) orientata alle esigenze, al fine di sostenere i sistemi d'innovazione, lo sviluppo sostenibile e la crescita. L'obiettivo della riorganizzazione è stato quello di porre rimedio alla frammentazione del sistema svedese della ricerca. Come ha dichiarato Omling al Notiziario CORDIS, occorreva apportare chiarezza sia al finanziamento, sia alla gestione della ricerca. "Sostenere un'idea positiva era un'impresa difficile per chiunque", ha affermato Omling, aggiungendo che l'obiettivo dell'intervento è stato quello di creare meno agenzie, ma più grandi e di stabilire un equilibrio tra la ricerca di base e quella "politica", per esempio in materia di ambiente e di questioni sociali. Secondo Omling, il ruolo del Consiglio è quello di "sostenere una scienza di base di qualità quanto più elevata possibile", promovendo nel contempo un approccio "bottom-up" (dal basso verso l'alto). L'organismo, infatti, è controllato da una maggioranza di ricercatori. L'organizzazione lavora a stretto contatto con il governo, poiché proprio a quest'ultimo spetta il compito di decidere gli stanziamenti per i vari settori della ricerca in base alle richieste e alle raccomandazioni espresse dal Consiglio. Entro questi parametri, tuttavia, il Consiglio ha facoltà di ripartire i finanziamenti come ritiene opportuno. Fra gli ambiti prioritari figurano le scienze naturali, al quale viene assegnato attualmente un miliardo di corone svedesi (circa 110.375.500 euro), la ricerca medica, che riceve 350 milioni di corone (circa 38.642.000 euro) e le discipline umanistiche, al quale vengono destinati 200 milioni di corone (circa 22.082.000 euro). Il Consiglio svedese per la ricerca sta accordando priorità, inoltre, al reclutamento di giovani scienziati, alla biologia, alla scienza dei materiali e alle tecnologie dell'informazione. Attualmente, ha riferito Omling al notiziario CORDIS, il Consiglio è impegnato nella definizione di un'area di intervento nel campo della pedagogia. In termini di cifre, Olming è soddisfatto della partecipazione della Svezia ai progetti comunitari di ricerca, anche se è maggiormente interessato ad un rafforzamento della cooperazione europea. "L'UE deve dotarsi di una visione", ha affermato Omling, il quale sostiene l'idea di un Consiglio europeo delle ricerche, gestito dai ricercatori e finanziato dalla Commissione europea. Egli ritiene che ciò sia di fondamentale importanza per poter competere efficacemente con gli Stati Uniti e il Giappone. Un'istituzione di questo tipo, aggiunge, consentirebbe alla comunità scientifica di apportare il proprio forte sostegno a favore di una maggiore integrazione europea. Tuttavia, Olming riconosce la tendenza degli istituti accademici a "proteggere" il proprio denaro e propone di risolvere il problema "lasciando che i consigli nazionali di ricerca gestiscano i propri fondi" e realizzando, nel contempo, progetti più integrati. Consapevole della natura piuttosto ambiziosa del progetto, egli aggiunge che forse tali misure dovrebbero essere inserite nel settimo programma quadro (7PQ), piuttosto che nel sesto. Nel complesso, Omling condivide le proposte della Commissione per il prossimo programma quadro, considerandole "un passo in avanti sulla strada verso lo Spazio europeo della ricerca [SER]". Egli esprime alcuni dubbi, tuttavia, sull'idea di "forzare la convergenza dei fondi pubblici e privati per il finanziamento di grandi progetti", ritenendo che ciò rappresenti una forma di sostegno occulto a determinati progetti. Se le società private necessitano di questo tipo di sostegno per sopravvivere, sostiene Omling, significa che c'è qualcosa che non va. A suo avviso, tali fondi dovrebbero essere utilizzati per progetti di ricerca più "concreti".

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Svezia

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