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Contenuto archiviato il 2022-12-21

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La Commissione assicura che la ricerca marina fondamentale verrà salvaguardata nell'ambito del 6PQ

La Commissione europea ha reso noto che i tagli alle dotazioni di bilancio a favore della ricerca marina, proposti per il prossimo programma quadro (6PQ), non implicano che la ricerca marina essenziale verrà trascurata. In risposta ai timori suscitati dalla riduzione della po...

La Commissione europea ha reso noto che i tagli alle dotazioni di bilancio a favore della ricerca marina, proposti per il prossimo programma quadro (6PQ), non implicano che la ricerca marina essenziale verrà trascurata. In risposta ai timori suscitati dalla riduzione della portata dei finanziamenti a favore della ricerca marina nell'ambito del 6PQ, un portavoce della Commissione ha affermato che alcuni progetti in questo settore, comprese le imbarcazioni da ricerca e l'esplorazione petrolifera, sono stati ridotti per lasciare spazio a priorità più urgenti. Il portavoce ha precisato, tuttavia, che il riordinamento delle priorità nell'ambito del 6PQ rappresenta un "esercizio di semplificazione" e che le attività relative all'ecologia marina, la biodiversità e la sicurezza alimentare verranno inglobate nei programmi di ricerca in campo ambientale e alimentare. Secondo il portavoce, gli stanziamenti "d'emergenza" a favore della scienza e della tecnologia (ovvero i fondi appositamente accantonati nell'ambito del 6PQ per far fronte ad esigenze di ricerca impreviste) potranno essere utilizzati, se necessario, per finanziare le "scoperte" nel campo della scienza marina o per colmare eventuali "lacune impreviste nel programma [6PQ]". L'attuale ricerca nell'ambito dell'iniziativa "Gestione sostenibile degli ecosistemi marini", che rientra nel programma "Energia, ambiente e sviluppo sostenibile" del 5PQ, prevede la riduzione del tasso di perdita di biodiversità marina, la gestione sostenibile delle risorse marine e il funzionamento degli ecosistemi marini. La risposta della Commissione fa seguito ad una nuova relazione del gruppo ambientalista World Wildlife Fund (WWF) sulle conseguenze devastanti dell'inquinamento sugli estuari nel Regno Unito, teoricamente sottoposti ad una speciale protezione conformemente alla "direttiva habitat" dell'UE. Secondo la relazione, la vita animale e vegetale in diverse aree marine protette è minacciata dall'azoto e dal fosforo, sostanze nutritive presenti nelle acque di scarico e utilizzate in agricoltura, nell'industria e nella piscicoltura. Il WWF sostiene che è necessario operare un cambiamento a livello di politica governativa per affrontare il problema dell'inquinamento alla fonte ed evitare gli effetti devastanti dell'eutrofizzazione, un fenomeno che si verifica quando l'eccesso di sostanze nutritive stimola la crescita di alcuni organismi marini, la cui popolazione si moltiplica a dismisura, uccidendo altre specie fino ad estinguerle. All'inizio di quest'anno, la Norvegia ha pubblicato il proprio commento alle proposte di ricerca per il 6PQ, nel quale sosteneva la necessità di un potenziamento e non di una riduzione della ricerca marina. I norvegesi chiedevano maggiori collegamenti fra le comunità costiere, i responsabili politici e i ricercatori, alla luce dell'intensificarsi dell'attività marina, nonché dei suoi effetti sull'approvvigionamento e la sicurezza alimentare. La Fondazione europea della scienza ha chiesto inoltre la creazione di uno Spazio europeo della ricerca marina per affrontare gli effetti del surriscaldamento del globo e dell'attività umana sulle riserve alimentari e la biodiversità marina. Uno studio condotto recentemente dagli scienziati dell'Istituto oceanografico Scripps in California ha rilevato che gli ecosistemi marini di tutto il mondo sono prossimi al collasso a causa non dell'inquinamento, ma della pesca eccessiva praticata da migliaia di anni. La relazione afferma che solo alcuni secoli fa gli oceani abbondavano di fauna selvatica, oggi fortemente ridotta, composta da balene, foche, tartarughe e pesci, le cui popolazioni sono drasticamente diminuite a seguito degli squilibri negli ecosistemi causati dal sovrasfruttamento della pesca.

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