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Varato un nuovo servizio europeo per l'informazione scientifica

La diffusione dell'informazione scientifica trascende i limiti posti dagli aspetti tecnici e comporta notevoli conseguenze di tipo culturale, economico, etico ed educativo, ha dichiarato il commissario europeo della Ricerca Philippe Busquin, nel corso di un dibattito svoltosi ...

La diffusione dell'informazione scientifica trascende i limiti posti dagli aspetti tecnici e comporta notevoli conseguenze di tipo culturale, economico, etico ed educativo, ha dichiarato il commissario europeo della Ricerca Philippe Busquin, nel corso di un dibattito svoltosi il 6 settembre in occasione del lancio del progetto "E-BioSci". La Commissione europea ha recentemente assegnato 2,4 milioni di euro al progetto "BioSci", che collegherà i dati della genomica e proteomica e delle più recenti scoperte riportate nella letteratura sulle scienze della vita. Il sostegno è fornito dalle "misure di accompagnamento" relative al programma "Qualità della vita" del quinto programma quadro. Questo servizio si propone di consolidare la posizione dell'Europa all'avanguardia del settore biotecnologico e di offrire a scienziati e ricercatori nuovi modi per navigare nel "mare magnum" delle informazioni sempre crescenti in materia di biologia. Il progetto vedrà interagire editori, scienziati, biblioteche ed enti finanziatori situati in Germania, Spagna, Francia e nel Regno Unito. "Questo è lo stile europeo", ha dichiarato Carlos Martinez Riera, esponente della DG Ricerca della Commissione, a proposito di questa stretta collaborazione. Il commissario Busquin ha sottolineato che la Commissione considera questa rete virtuale un passo avanti verso la creazione dello Spazio europeo della ricerca (SER). La rete di risorse informative comprenderà banche dati in materia di biologia, articoli pubblicati da riviste scientifiche, funzioni avanzate di ricerca e di recupero di dati ed immagini. Busquin ha posto in evidenza i vantaggi che questo servizio informativo arrecherà sia alla comunità scientifica, sia alla società in senso lato. Il Commissario ha dichiarato che l'iniziativa, costituita da un progetto di ricerca, agevolerà e stimolerà il progresso della conoscenza. Il coordinatore del progetto "BioSci" Les Grivell, che è membro dell'OEBM (Organizzazione europea di biologia molecolare), ha parlato della "rivoluzione in atto nella biologia". "La rivoluzione sta attuando cambiamenti spettacolari nel modo di studiare la biologia e diffondere la conoscenza", ha affermato Grivell. A sostegno della sua tesi ha citato statistiche secondo le quali, se in tutto l'anno 1988 sono stati inseriti nelle banche dati di biotecnologia 20.000 nuovi documenti, nel 2000 questo era il numero dei record aggiunti alle banche dati ogni giorno. Grivell ha anche osservato in quale misura la biotecnologia faccia attualmente affidamento sulla tecnologia digitale, in particolare per lo studio di spettri ed immagini che non si possono cogliere in forma stampata. Ha inoltre dichiarato che "BioSci" avrà una funzione di pioniere, nel senso che offrirà l'accesso gratuito al volume di materiale più ampio possibile. Il servizio si contraddistinguerà anche per la velocità di accesso, le funzioni di back-up, la semplificazione delle ricerche e la possibilità formulare le richieste in diverse lingue. Il progetto riceverà il sostegno della Commissione europea per tre anni, durante i quali opererà senza fini di lucro, proteggendo però allo stesso tempo l'accesso ai materiali di provenienza commerciale. Tale problema potenziale è stato sollevato da Julio Celis in rappresentanza della FEBS (Federation of Biochemical Societies) e della CEBM (Conferenza europea di biologia molecolare). "Dobbiamo stare attenti a non concedere tutto gratis, altrimenti cesseremo di esistere", ha dichiarato. Un'osservazione simile è stata espressa da Jayne Marks del periodico "Nature". "Se fosse tutto gratuito dopo sei mesi, le biblioteche non potrebbero permettersi di pagare per sei mesi", ha dichiarato. "Alcuni degli obiettivi sono piuttosto ambiziosi ed il loro raggiungimento imporrà di svolgere una gran quantità di ricerche", ha replicato il coordinatore del progetto Les Grivell. La richiesta di pubblicazione gratuita on line dei risultati della ricerca gode evidentemente di grande popolarità, come ha dimostrato un recente appello per il boicottaggio degli editori scientifici che rifiutano di concederla, appello che ha raccolto più di 26.000 firme in oltre 150 paesi. La motivazione delle proteste è che la conoscenza è un bene pubblico, che dovrebbe essere accessibile a tutti, a maggior ragione in quanto la ricerca è spesso finanziata con fondi pubblici. Celis ha comunque espresso forte apprezzamento per l'iniziativa, ed in particolar modo per l'assistenza che questa offrirà ai paesi meno abbienti. "Sono entusiasta per il fatto che ciò stia per diventare realtà", ha dichiarato. "Aiuterà i paesi meno avvantaggiati ad ottenere un accesso più rapido ad informazioni che sono già reperibili". In conclusione, il commissario Busquin ha affermato il desiderio di vedere l'Europa aprire la strada nella creazione di un sistema di pubblicazioni scientifiche in forma elettronica aperto a tutti. "Vedo questa iniziativa come un'opportunità che non si può trascurare, sia per accrescere la competitività del nostro settore editoriale, sia per migliorare l'accesso dei ricercatori, e della società nell'insieme, a pubblicazioni scientifiche qualificate", ha dichiarato.

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