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Mitsos esamina la risposta ceca ai piani di ricerca dell'UE

Il 24 settembre, a Praga, il direttore generale della DG Ricerca della Commissione europea Achilleas Mitsos ha appreso che l'ingresso della Repubblica Ceca nell'Unione europea sarà notevolmente favorito dall'integrazione della stessa nello Spazio europeo della ricerca (SER). M...

Il 24 settembre, a Praga, il direttore generale della DG Ricerca della Commissione europea Achilleas Mitsos ha appreso che l'ingresso della Repubblica Ceca nell'Unione europea sarà notevolmente favorito dall'integrazione della stessa nello Spazio europeo della ricerca (SER). Mitsos è intervenuto ad una riunione di 250 parti interessate del settore della ricerca, di nazionalità ceca, nell'ambito della conferenza intitolata "La Repubblica Ceca ed il prossimo programma quadro di ricerca e sviluppo dell'UE". Alla presenza di esponenti del governo ceco, dei punti di contatto nazionali, di universitari e rappresentanti degli istituti di ricerca, Mitsos si è sentito ribadire i punti fondamentali del documento che illustra la posizione dei cechi nei riguardi del prossimo programma quadro (6PQ) e del SER; tra di essi figurano le preoccupazioni per la partecipazione dei paesi più piccoli ai progetti integrati del 6PQ, che la Repubblica Ceca teme possa avvenire a svantaggio dei paesi con un PIL (prodotto interno lordo) più basso, soprattutto alla luce del proposto cofinanziamento di alcuni di questi progetti da parte dei partecipanti. C'è anche inquietudine per la strutturazione delle reti di eccellenza, per le quali si richiede che siano organizzate su base "ascendente", in modo tale che la cooperazione non favorisca gli interessi di un gruppo centrale. Nel corso di una discussione collegiale e di un dibattito aperto con i partecipanti, Mitsos ha anche appreso che i cechi desidererebbero che il prossimo programma quadro lasciasse invariati lo status ed il funzionamento di organizzazioni quali COST, CRAFT ed EUREKA. Un'enfasi particolare è stata data all'esigenza di impegnarsi nella soluzione dei problemi specifici dei paesi candidati. Tra questi vi è la necessità di fornire alle PMI (piccole e medie imprese) aiuti per costituirsi, sotto forma di spin-off, di finanziamenti alle nuove imprese (start-up) e attraverso il consolidamento dei rapporti tra università e imprese. È stata avanzata anche la richiesta di svolgere ricerca in settori quali l'inquinamento ambientale, la gestione delle acque e la ristrutturazione industriale, che assumeranno un'importanza particolare nei paesi candidati, una volta che questi saranno divenuti membri dell'UE.

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