L'Ungheria appoggia il 6PQ ed il SER, ma invita a concentrarsi maggiormente sulle esigenze dei paesi candidati
Il sesto programma quadro (6PQ) ed il proposto Spazio europeo della ricerca (SER) potrebbero accelerare l'integrazione dei paesi candidati nell'Unione europea, secondo un nuovo documento che illustra la posizione dell'Ungheria. Ciò tuttavia può verificarsi soltanto se esistono misure sufficienti per affrontare le istanze specifiche dei paesi candidati. Il documento, emanato dal ministero dell'Istruzione ungherese, accoglie ampiamente le linee generali sia del 6PQ sia del SER. Esso nel contempo rileva che la proposta originaria del 6PQ menziona espressamente l'esigenza d'integrare i paesi candidati, indicando che questo è uno strumento per favorire il processo d'allargamento. L'Ungheria però vuole che tale processo vada oltre. In particolare, la stessa desidererebbe che l'allargamento fosse incluso nel 6PQ quale parte della priorità otto, che attiene alla "previsione delle esigenze scientifiche e tecnologiche delle politiche dell'Unione europea". Il documento invita anche ad inserire la ricerca connessa con l'allargamento nel programma quadro quale priorità tematica ed orizzontale. "La partecipazione al nuovo programma quadro in un periodo di passaggio alla condizione di membro dell'UE, può avvenire senza impedimenti ed avere successo soltanto se si considerano i paesi candidati come se fossero membri dell'UE fin dall'inizio (e perfino nella fase preparatoria) del 6PQ", si afferma nel documento. Si richiede attenzione per la componente strutturale e socioeconomica della ricerca, necessaria per affrontare l'allargamento. Andrebbe privilegiata la ricerca orientata in particolare verso le questioni sollevate dall'allargamento, tuttavia la partecipazione dovrebbe anche essere aperta a qualsiasi paese. Il documento ungherese stabilisce che validi esempi di questo genere di ricerca potrebbero essere l'introduzione di modelli e misure a sostegno dell'applicazione dell'acquis comunitario, nonché le tecnologie pulite, la sicurezza dei dati ed il commercio elettronico. In termini di infrastrutture della ricerca nei paesi candidati, l'Ungheria accoglie la proposta della Commissione di trattare i paesi candidati come regioni meno privilegiate nel 6PQ. La stessa suggerisce che "l'impiego finalizzato alla ricerca dei fondi di preadesione e strutturali dovrebbe acquistare prima e dopo un nuovo impulso". Il documento, facendo riferimento alla possibile fuga di cervelli da questi paesi ed alle differenze nei livelli retributivi, precisa che la questione della mobilità dei ricercatori necessita anche di essere affrontata nell'ambito dei paesi candidati, poiché gli ostacoli alla mobilità che si pongono loro potrebbero essere ancora più impegnativi. Il documento dell'Ungheria sottolinea che, sebbene la stessa sia impaziente di partecipare al prossimo programma quadro, è necessario che si compiano sforzi per assicurare che si arrechi il minimo disturbo alle intese esistenti. In particolare, l'Ungheria sostiene che gli oltre 30 accordi bilaterali intergovernativi che intrattiene, nonché la sua appartenenza ad organizzazioni internazionali, non dovrebbero essere condizionati dal nuovo SER. Inoltre la stessa richiede che le regole di partecipazione al prossimo programma quadro siano simili a quelle vigenti, dal momento che il paese ha "compiuto sforzi notevoli per costituire l'infrastruttura di assistenza umana e tecnica necessaria" per queste. Per quanto riguarda l'attuale struttura del programma quadro, i nuovi strumenti delle reti di eccellenza e dei progetti integrati dovrebbero essere introdotti gradualmente. Deve esserci anche la massima trasparenza nella costituzione dei consorzi che vi prendono parte. Con la prevista applicazione dell'articolo 169 del Trattato, l'Ungheria mette in evidenza che i paesi più piccoli dovrebbero essere autorizzati a coordinare le azioni congiunte, e non solo a parteciparvi. In conclusione, il documento sottolinea i vantaggi della nuova struttura di ricerca. "L'integrazione dei paesi candidati nelle strutture europee, nonché il raggiungimento della loro competitività socioeconomica, è un processo a lungo termine. Tramite la costituzione del SER questo processo può essere accelerato", dichiara il documento.