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Busquin spiega il ruolo di "sicurezza" del progetto GMES

Intervenendo alla conferenza intitolata "GMES: verso l'attuazione", organizzata dalla presidenza belga dell'UE a Bruxelles il 15 ottobre, Philippe Busquin ha proceduto a spiegare il ruolo del progetto GMES (Monitoraggio globale dell'ambiente e della sicurezza) nell'ambito del ...

Intervenendo alla conferenza intitolata "GMES: verso l'attuazione", organizzata dalla presidenza belga dell'UE a Bruxelles il 15 ottobre, Philippe Busquin ha proceduto a spiegare il ruolo del progetto GMES (Monitoraggio globale dell'ambiente e della sicurezza) nell'ambito del futuro sistema di sicurezza europeo. Secondo il commissario Busquin, gli eventi dell'11 settembre negli Stati Uniti hanno evidenziato i problemi che riguardano la capacità d'intervento europea nella risoluzione delle crisi internazionali. Egli ha sostenuto che l'Europa deve assicurarsi la disponibilità di mezzi adeguati qualora decidesse di intervenire su scala internazionale, aggiungendo che il progetto GMES costituisce teoricamente uno degli strumenti più potenti per accrescere la capacità dell'Europa in tal senso. Busquin ha annunciato il suo imminente incontro con Javier Solana, l'Alto rappresentante dell'UE per la politica estera e di sicurezza comune (PESC), per chiarire il legame tra sicurezza e PESC all'indomani degli attacchi dell'11 settembre. Sottolineando che il progetto GMES e tutta l'attività scientifica svolta dalla DG Ricerca hanno finalità civili e non militari, Busquin ha affermato che occorre chiarire il potenziale ruolo di sicurezza del GMES, aggiungendo che "dobbiamo operare una distinzione tra missioni di difesa e di sicurezza". Poiché questioni attinenti alla sicurezza come il cambiamento climatico e altri problemi ambientali, i disastri provocati dall'uomo o da eventi naturali, la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi sono tutte collegate tra loro, secondo Busquin è difficile stabilire in questa fase un limite per l'applicazione della tecnologia GMES: "Non esiste una risposta immediata a un problema così politico. Inoltre, la risposta potrebbe cambiare col tempo e a seconda delle circostanze". Stando a un portavoce del commissario Busquin, nonostante i progetti GMES e Galileo (navigazione satellitare) siano principalmente destinati ad iniziative civili come il monitoraggio dell'ambiente e la prevenzione delle frodi agricole, non si potrebbe escludere l'uso militare dei dati raccolti, se fosse necessario. Inoltre, Busquin ha definito il progetto GMES come un ottimo esempio di quel coordinamento tra politica e ricerca, a livello sia nazionale sia europeo, verso cui punta il proposto Spazio europeo della ricerca (SER). Egli ha affermato la necessità di cooperare in tutta Europa, e non solo all'interno dell'Unione, per monitorare molti fattori ambientali come le inondazioni, che hanno conseguenze di vasta portata per tutto il continente. A titolo esemplificativo, egli ha citato la più stretta cooperazione con la Russia in materia di ricerca spaziale, che si è concretizzata il 3 ottobre con la firma di un documento congiunto sul partenariato euro-russo in tale settore. Una più stretta collaborazione sul progetto GMES costituisce uno dei pilastri centrali dell'accordo. GMES è uno dei due pilastri principali della Strategia europea congiunta per lo spazio, ideata dall'ESA e dall'UE e adottata nel novembre 2000 dal Consiglio ministeriale dell'ESA e dal Consiglio "Ricerca" dell'UE. Il piano d'azione, che prevede proposte per la progressiva attuazione del progetto GMES, sarà discusso in seno al Consiglio "Ricerca" dell'UE il 30 ottobre a Bruxelles. Stando a fonti di alto livello della Commissione, si prevede che le proposte sul GMES siano approvate nel prossimo Consiglio dell'ESA, che si terrà a Edimburgo il 14 e 15 novembre; si auspica inoltre che i primi progetti di ricerca GMES prendano il via entro la fine dell'anno.

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