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Un cavillo legale farà del Regno Unito il primo paese europeo ad accogliere gli esperimenti di clonazione umana?

Una decisione presa dall'Alta Corte britannica il 15 novembre, secondo la quale le attività di clonazione umana non sono attualmente disciplinate dalla legislazione esistente nel Regno Unito, ha spinto un discusso medico italiano esperto di fertilità ad affermare di voler sfru...

Una decisione presa dall'Alta Corte britannica il 15 novembre, secondo la quale le attività di clonazione umana non sono attualmente disciplinate dalla legislazione esistente nel Regno Unito, ha spinto un discusso medico italiano esperto di fertilità ad affermare di voler sfruttare questa lacuna legale e scegliere il Regno Unito come sede per condurre il proprio progetto di esperimenti di clonazione umana. La decisione dell'Alta Corte stabilisce che un organismo creato tramite la sostituzione del nucleo della cellula non costituisce un embrione e per questo motivo non rientra nel campo di applicazione della legge britannica in materia di "fertilizzazione umana ed embriologia", approvata nel 1990. Nonostante questa decisione legale abbia avuto come reazione immediata la richiesta, rivolta al Parlamento britannico, di introdurre una legislazione d'urgenza, lo specialista italiano in fertilità, dott. Severino Antinori, la cui intenzione di clonare gli esseri umani è pubblicamente nota, ha dichiarato che si sarebbe recato nel Regno Unito per dare inizio al proprio programma. "Questa decisione amplia notevolmente le mie possibilità", ha dichiarato alla BBC. "Intendo avviare un programma nel Regno Unito". Antinori non si è lasciato scoraggiare dalla possibilità che il governo britannico agisca rapidamente sul fronte legislativo ed ha affermato che, dal suo punto di vista, due mesi saranno sufficienti per condurre "buona parte dei programmi". Il presidente della commissione d'inchiesta per la scienza e la tecnologia della Camera dei Comuni, onorevole Ian Gibson, ha dichiarato che la decisione evidenzia la necessità di una legislazione più mirata. "Abbiamo bisogno di una legislazione chiara e priva di ambiguità, che regoli la clonazione terapeutica, perché quest'attività possiede un promettente potenziale per la cura di malattie croniche quali il morbo di Parkinson o l'insufficienza cardiaca. Allo stesso tempo, il governo dovrebbe chiaramente e severamente vietare la clonazione riproduttiva, in considerazione dei numerosi problemi scientifici, etici e politici legati a tale pratica", ha spiegato. Alle preoccupazioni del Dr. Gibson ha fatto eco il ministro per la Sanità britannico, Lord Hunt. "Pensavamo che la legge del 1990 fosse sufficiente per vietare la clonazione umana. Tuttavia, sembra non essere così, e questo è il motivo per cui ci stiamo urgentemente occupando di come procedere", ha affermato, aggiungendo che il governo britannico continua ad opporsi fermamente alla clonazione umana. Rimangono ancora alcuni ostacoli, prima che il dott. Antinori possa condurre le sue attività nel Regno Unito. Non ci sarebbero fondi pubblici disponibili per il suo programma, visto che il Regno Unito dispone di un comitato incaricato della supervisione di tutti i progetti di ricerca sulla clonazione. Lo stesso varrebbe nel caso di un programma misto pubblico/privato. Il dott. Antinori non riuscirebbe nemmeno a trovare facilmente una sede disposta ad ospitare i suoi esperimenti. Non esiste tuttavia nessuna legislazione paneuropea che colmi la lacuna delle leggi britanniche per questo tipo di attività, poiché il Regno Unito non ha firmato e nemmeno ratificato né la Carta dei diritti umani fondamentali, che vieta la clonazione umana, né la dichiarazione di Oviedo del Consiglio d'Europa sui diritti umani e la biomedicina, documento che, anch'esso, vieta tale pratica. Anche un portavoce della Commissione europea ha espresso la propria sorpresa rispetto al verdetto dell'Alta Corte britannica, dichiarando però che la Commissione rimane fermamente contraria alla clonazione umana. La Commissione europea non finanzia né approva questo genere di attività, ha precisato il portavoce. Lo stesso Dr. Gibson è rimasto sorpreso dalla decisione ed ha dichiarato che "questo giudizio non riguarda assolutamente la moralità, ma semplicemente l'aspetto tecnico del problema".

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