Il CES propone la creazione di una rete paneuropea d'informazione in materia di commercio elettronico per le PMI
Nel commentare la comunicazione della Commissione europea, dal titolo "Aiutare le PMI a convertirsi ai sistemi digitali", il Comitato economico e sociale (CES) europeo ha proposto la creazione di una rete paneuropea d'informazione per le PMI (imprese di piccole e medie dimensioni), che adottano le soluzioni offerte dal commercio elettronico. La comunicazione intende dare impulso al piano d'azione "eEurope" ed accelerare la realizzazione dei programmi che aiuteranno le PMI ad accedere alle attività commerciali su Internet. Il documento comprende le seguenti azioni: valutazione comparata delle strategie nazionali e regionali a sostegno del commercio elettronico; migliore accesso all'informazione e raccolta dei feedback ai fini dell'adozione delle politiche; promozione della sensibilizzazione; fornitura di un meccanismo di garanzia sui prestiti per le PMI; creazione di un gruppo di sorveglianza nel settore delle TIC (tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni). Il parere del CES contiene anche un invito a fornire alle PMI maggiori informazioni sui vantaggi offerti dalla conversione ai sistemi digitali, ad aumentare i finanziamenti a livello europeo, a formare in maniera più adeguata il personale ed i proprietari delle PMI ed a definire un quadro legale e normativo migliore, che risponda alle esigenze delle PMI in materia di commercio elettronico a livello nazionale, europeo ed internazionale. Nel documento si fa anche richiesta di dati comparativi aggiornati per la valutazione delle azioni, nonché per la misurazione dello sviluppo e dell'assorbimento di know-how da parte delle PMI. Il CES propone di costituire una rete paneuropea strutturata d'informazione, di cui facciano parte gli Eurosportelli (Euro Info Centres), i Centri di collegamento per l'innovazione (Innovation Relay Centres), le organizzazioni rappresentative e le camere di commercio. La rete dovrebbe fornire informazioni di contenuto giuridico e regolamentare, nonché provvedere a raccogliere e distribuire il materiale necessario, creando nel contempo per le PMI un servizio di sostegno specializzato in commercio elettronico. La rete dovrebbe ovviare alla mancanza di informazioni a disposizione delle PMI, che il CES ritiene sia un grave problema. "È necessario modificare gli obiettivi e la filosofia dell'informazione destinata alle PMI, poiché finora non ha dato i risultati sperati. Dal momento che queste società si fondano essenzialmente sullo sforzo individuale dei loro proprietari e di un personale non molto numeroso, occorre persuadere in modo assai concreto i proprietari dei reali e sensibili vantaggi pratici", stabilisce il parere del CES. Il CES propone di aumentare i finanziamenti e di incentivare gli investimenti nel settore delle nuove tecnologie e del commercio elettronico e suggerisce l'adozione di incentivi specifici per il settore bancario, affinché questo promuova lo sviluppo del commercio elettronico nelle PMI, attraverso il finanziamento diretto ed immediato degli appositi strumenti. Il parere afferma che la mancanza di finanziamenti a livello europeo, scoraggia l'adozione delle soluzioni offerte dal commercio elettronico e che, nei casi in cui tali finanziamenti esistono, si avverte l'esigenza di una programmazione adeguata e di un utilizzo più razionale delle risorse. Il CES è preoccupato per il divario esistente fra il numero di PMI che utilizzano il commercio elettronico in Europa, in confronto al dato degli USA e di alcuni paesi del Sud-Est asiatico. Il Comitato ritiene che le azioni "Go Digital" della Commissione "si muovano nella giusta direzione", ma lamenta che i tempi sono eccessivamente lunghi e non "tengono in debito conto la natura urgente e pressante dei problemi che le PMI si trovano ad affrontare, in relazione alla tecnologia digitale". Il documento appoggia le idee contenute nella comunicazione della Commissione, richiedendo nel contempo misure maggiori, ma riconosce che anche le stesse PMI sono in parte responsabili di colmare il divario digitale nei confronti delle loro controparti statunitensi e del Sud-Est asiatico. "Il CES ritiene che lo spirito fortemente conservatore e la mancanza della cultura necessaria, che caratterizzano un gran numero di PMI, costituiscono un ostacolo molto serio, che ritarda e limita gli sforzi e le azioni da intraprendere con estrema urgenza", enuncia il parere del CES. Il documento dichiara che le PMI hanno la tendenza a reagire con molta lentezza alle sfide proposte dalla nuova era, o non reagiscono affatto, "anche se gli imprenditori dovrebbero essere sempre vigili e flessibili. Il presupposto essenziale affinché una PMI possa modernizzarsi ed evolvere fino a divenire parte della nuova economia, è il cambiamento delle sue strutture organizzative", conclude il CES.