Una relazione della Commissione evidenzia gli ostacoli alla ricerca sulle tecnologie ambientali
Secondo una nuova relazione pubblicata dalla Commissione europea, la piena valorizzazione delle tecnologie ambientali innovative e gli incentivi alla ricerca ed allo sviluppo in questo campo sono ostacolati da barriere di mercato ed istituzionali. L'ecoindustria dell'UE rappresenta un punto di forza fondamentale per la crescita economica in Europa. Tale settore ha un fatturato annuo di 180 miliardi di euro ed ha creato oltre mezzo milione di nuovi posti di lavoro negli ultimi cinque anni. Esso incide all'incirca per un terzo del mercato mondiale delle tecnologie ambientali. In aggiunta, tali tecnologie possono contribuire a scindere la crescita economica dall'impatto ambientale ed a ridurre il costo della protezione dell'ambiente, liberando risorse da impiegare in altri settori. La relazione tuttavia fa notare che "gran parte del potenziale delle tecnologie ambientali non è sfruttato a causa delle barriere di mercato ed istituzionali che ne ostacolano l'uso". In particolare, la relazione sottolinea la carenza sistematica di investimenti in tecnologie ambientali innovative, determinata dai prezzi di mercato che non riflettono il pieno valore del loro impatto ambientale. Il documento conclude che, l'azione volta a rimuovere gli ostacoli di mercato e ad adeguare i prezzi, è "fondamentale se si vuole valorizzare a pieno il potenziale delle tecnologie ambientali e fornire incentivi per ulteriori ricerche e per lo sviluppo in questo campo". La relazione dal titolo "Tecnologia ambientale per lo sviluppo sostenibile" è stata redatta dopo che il Consiglio europeo di Göteborg del giugno 2001 ha richiesto un documento che accertasse come la tecnologia ambientale può promuovere la crescita e l'occupazione. La Commissione intende dunque elaborare un piano d'azione per affrontare la questione delle barriere alla diffusione delle tecnologie ambientali e per favorire il loro sviluppo ed utilizzo. Il piano esaminerà anche le tecnologie promettenti che potrebbero essere impiegate per affrontare i principali problemi ambientali. Il commissario per l'Ambiente Margot Wallström ha dichiarato: "Collaboreremo con le parti interessate del settore industriale, della comunità della ricerca, delle ONG e dei governi, nell'ambito dell'UE e dei paesi candidati. Insieme, potremo individuare le barriere che frenano gli investimenti in tecnologia ambientale e le misure per affrontarle. Il sostegno all'innovazione, allo sviluppo ed all'utilizzo delle tecnologie ambientali fungerà da stimolo alla nostra economia ed al nostro ambiente".