La NSF incoraggia i partenariati dei centri di ricerca fra Europa e Stati Uniti
Il 19 giugno, David Schindel, capo della divisione europea della Fondazione nazionale per la scienza degli Stati Uniti (NSF), ha rivelato che la NSF sta incoraggiando i centri di ricerca statunitensi a trovare partner europei in vista di collaborazioni, offrendo finanziamenti aggiuntivi a quei centri che individuano validi soci in Europa. In occasione di una colazione di lavoro con i rappresentanti del gruppo informale degli uffici di collegamento per la R&S (ricerca e sviluppo), con sede a Bruxelles, e gli esponenti della Commissione europea, il Dr. Schindel ha chiarito che gli inviti a presentare proposte saranno rivolti principalmente ai centri di ricerca statunitensi che già beneficiano di sovvenzioni. Tali centri saranno invitati ad inoltrare richieste per borse di studio supplementari che permetteranno ai ricercatori di viaggiare in vista di partecipare ai seminari che esaminano le possibili partnership in Europa. Secondo quanto stabilito dalla NSF, le delegazioni dovranno includere studenti di livello postdottorato o postlaurea e le riunioni dovranno tenersi in Europa. In un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS, il Dr. Schindel ha dichiarato che la NSF ha adottato questo approccio nella convinzione che la sua collaborazione "sarà proficua, vista la qualità della ricerca svolta in Europa", aggiungendo che la NSF ha accolto con particolare interesse la "nuova tradizione della mobilità". Alla domanda del Notiziario CORDIS se ciò rappresenti un cambiamento della politica della NSF, il Dr. Schindel ha replicato: "Negli ultimi cinque anni, ci siamo resi conto di aver trascurato le attività internazionali. La globalizzazione ha fatto progressi e desideriamo creare una forza lavoro competente a livello globale". Il Dr. Schindel ha parlato della riduzione del numero di ricercatori statunitensi che lavorano in Europa. Ciò, ha dichiarato, può essere motivato da due fattori: "La convinzione [da parte di alcune persone] che la maggior parte delle ricerche di qualità siano effettuate negli Stati Uniti, convinzione scaturita dalla presunzione [.], oppure il convincimento che le attività di ricerca svolte in Europa siano utili, ma troppo dispendiose in termini di tempo". Numerosi ricercatori ritengono che un periodo all'estero possa rallentare le loro carriere, ha sostenuto il Dr. Schindel. Egli ha aggiunto che gli scienziati statunitensi, al pari delle loro controparti europee, temono altresì il problema del rientro. La NSF sta già sostenendo circa 250 centri di ricerca, comprendenti centri scientifici e tecnologici, centri di ricerca ingegneristica, centri di ricerca in materia di tecnologie dell'informazione e 25 centri virtuali per lo studio del genoma delle piante. La selezione dei centri avviene a seguito della presentazione di proposte nelle quali i proponenti devono delineare un argomento teorico ed i relativi approcci. "Deve trattarsi di qualcosa di più di un insieme di progetti, altrimenti la proposta sarà respinta per non essere riuscita a prospettare qualcosa che abbia più valore della somma delle singole parti", ha affermato il Dr. Schindel. Il prossimo passo della NSF sarà la collaborazione su scala maggiore a livello internazionale. "La NSF non vuole più rappresentare la cooperazione internazionale come un progetto a valore zero [nel quale soltanto una parte ottiene vantaggi]", ha affermato il Dr. Schindel. Egli ha quindi compilato una lista dei centri di ricerca europei e sta facendo circolare le informazioni nei centri statunitensi. Schindel ha ammesso di aver agevolato ulteriormente l'integrazione europea con la compilazione di tale documento ed ha affermato, in conclusione, che questo vuole essere il suo contributo al SER (Spazio europeo della ricerca).