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La Commissione si appresta a rendere più precisa la definizione di PMI

Dopo aver raccolto per un anno le analisi condotte dalla comunità imprenditoriale e dalla DG Imprese, nonché i contributi provenienti dall'opinione pubblica, la Commissione ha lanciato una seconda consultazione esterna sulla definizione di PMI (piccole e medie imprese). Malgr...

Dopo aver raccolto per un anno le analisi condotte dalla comunità imprenditoriale e dalla DG Imprese, nonché i contributi provenienti dall'opinione pubblica, la Commissione ha lanciato una seconda consultazione esterna sulla definizione di PMI (piccole e medie imprese). Malgrado l'esistenza di un ampio consenso circa la necessità di ridefinire il termine "PMI", il commissario per le Imprese Erkki Liikanen ha predisposto l'organizzazione di una seconda consultazione (la prima si è svolta nell'autunno del 2001) sulle nuove bozze di testo. La consultazione ha per oggetto la definizione di "PMI" proposta dalla Commissione in una raccomandazione del 1996. Il progetto preliminare di raccomandazione della Commissione evidenzia la necessità di elaborare una definizione più precisa di microimpresa, adattare la precedente definizione di PMI agli sviluppi economici, tenere in considerazione le difficoltà che sono sorte in merito all'interpretazione della precedente definizione e aggiornare quest'ultima in base alle variazioni dei prezzi e della produttività. Il testo sottolinea inoltre la necessità di evitare che le microimprese siano penalizzate e che le imprese più grandi beneficino di misure concepite per le aziende più piccole. Si richiede, inoltre, la semplificazione e l'accelerazione delle procedure amministrative. Il principale vantaggio per la Comunità nel suo complesso consisterebbe nella possibilità di disporre di un mezzo più chiaro per definire le PMI, rendendo così più specifici e comparabili i dati relativi ai 20 milioni di imprese dell'UE. Nel progetto preliminare di comunicazione, la Commissione sottolinea il fatto che, grazie ad una definizione giuridica più chiara di PMI, sarà possibile promuovere maggiormente l'innovazione e gli investimenti. Inoltre, essa evidenzia come questo modello dovrebbe fungere da riferimento, contribuendo a garantire che le sue caratteristiche vengano recepite da qualsiasi altro modello utilizzato nei 15 Stati membri ed eliminando, in tal modo, il rischio di profonde differenze di interpretazione.

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