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Due nuove ricerche analizzano le cause del surriscaldamento globale

Due nuove ricerche volte ad individuare i fattori che contribuiscono al surriscaldamento del globo hanno evidenziato il ruolo dei raggi cosmici e delle scie di condensazione emesse dagli aerei. Secondo la ricerca sui raggi cosmici, pubblicata recentemente da Fangqun Yu dell'...

Due nuove ricerche volte ad individuare i fattori che contribuiscono al surriscaldamento del globo hanno evidenziato il ruolo dei raggi cosmici e delle scie di condensazione emesse dagli aerei. Secondo la ricerca sui raggi cosmici, pubblicata recentemente da Fangqun Yu dell'Università dello Stato di New York ad Albany, il motivo per cui la temperatura della superficie terrestre sta cambiando, mentre le temperature della bassa atmosfera sembrano rimanere inalterate, è dovuto al fatto che i raggi cosmici esercitano "effetti dovuti alla quota" sulla copertura nuvolosa della Terra. Mentre le nubi più alte riflettono la luce solare nello spazio, quelle più basse tendono a trattenere l'energia sulla superficie della Terra. Le modifiche apportate alla formazione di queste nubi dai raggi cosmici (minuscole particelle cariche che colpiscono tutti i pianeti con una frequenza variabile a seconda dei venti solari) potrebbero spiegare sia l'esistenza che la variabilità dei cambiamenti climatici. Fangqun Yu sostiene che il riscaldamento globale sia coinciso con la diminuzione della quantità di raggi cosmici che hanno colpito la Terra nel corso del XX secolo. Tale teoria, tuttavia, è stata respinta almeno da un climatologo europeo. Il dott. David Viner dell'unità di ricerca sul clima dell'Università dell'East Anglia (Regno Unito) ha affermato, infatti, che sebbene il riscaldamento del globo non sia esclusivamente dovuto all'attività umana, "è possibile spiegare la differenza di temperatura fra la superficie e la bassa atmosfera senza ricorre alla sua teoria". La seconda ricerca è stata condotta approfittando del blocco del traffico aereo successivo agli attacchi dell'11 settembre negli Stati Uniti. Poiché tutti i voli americani sono stati soppressi nei tre giorni dopo l'attentato, i ricercatori hanno potuto studiare l'effetto delle scie di condensazione degli aeroplani sul clima. Essi hanno confrontato le temperature registrate in 4.000 stazioni meteorologiche di tutti gli Stati Uniti durante i tre giorni con quelle rilevate nello stesso periodo nel corso dei trent'anni precedenti. I risultati hanno mostrato che, in assenza di voli, si registra un grado in più di differenza fra le temperature notturne e quelle diurne. Ciò potrebbe essere spiegato dall'azione delle scie di condensazione, le quali riflettono la luce del sole e trattengono calore. Tuttavia, si ritiene che la combustione di elevate quantità di carburante svolga anch'essa un importante ruolo.