Una nuova ricerca mostra i benefici della conservazione delle aree naturali rispetto al loro sviluppo
Secondo una nuova ricerca condotta da alcuni studiosi britannici e americani, mantenere le zone selvatiche allo status di ambienti naturali è più redditizio che non sottoporle ad uno sviluppo umano. I risultati della ricerca mostrano che la conservazione dei siti naturali offre un rapporto costi-benefici pari ad oltre 100:1 in favore della preservazione e che ogni anno la distruzione degli habitat naturali genera perdite per 250 miliardi di euro. I ricercatori hanno esaminato cinque habitat sviluppati, misurandone i benefici offerti, fra cui una palude canadese drenata a scopo agricolo ed una foresta pluviale tropicale in Camerun distrutta per consentire la coltivazione su piccola scala e l'introduzione di piantagioni commerciali. Gli esperti hanno calcolato che circa la metà del valore economico complessivo dell'ecosistema è andato perso a seguito della conversione dell'habitat in attività umane. Fattori come la perdita della protezione contro tempeste e inondazioni, la diminuzione della caccia e del turismo ed altri elementi, hanno tutti contribuito alla perdita di valore economico a seguito dello sviluppo. Uno degli autori dello studio, Andrew Balmford, si è detto stupito dei risultati. "Pensavamo che le cifre sarebbero state a favore della conservazione, ma non fino a questo punto".