Un gruppo di alto livello esprime pareri discordanti sulla necessità di un Consiglio europeo delle ricerche
Il 12 novembre, i partecipanti ad una tavola rotonda sul coordinamento della ricerca europea hanno espresso pareri discordanti sui potenziali vantaggi che un Consiglio europeo delle ricerche (CER) potrebbe recare alla cooperazione all'interno della comunità della ricerca in Europa. La tavola rotonda si è tenuta a Bruxelles nel corso della conferenza per il lancio del sesto programma quadro ed ha riunito esponenti di primo piano della ricerca europea. Il gruppo di esperti ha esaminato le modalità per migliorare il coordinamento della ricerca in Europa ed ha espresso pareri sui possibili vantaggi che la costituzione del CER potrebbe recare a tale processo. George Radda, direttore generale del Consiglio per la ricerca medica britannico, non crede che il CER fornirà un valido contributo al coordinamento della ricerca europea: "Ritengo che la cooperazione potrebbe essere ostacolata dalla creazione di un Consiglio europeo delle ricerche, poiché non esiste uniformità di vedute sugli obiettivi e sulla struttura di tale organizzazione", ha affermato Radda. Altri membri del gruppo hanno convenuto sull'esigenza di discutere ulteriormente la questione prima che l'attuazione del CER divenga effettiva. Alain Costes, direttore del ministero francese della Ricerca e della Tecnologia, ha dichiarato che "occorre definire con precisione le mansioni, gli obiettivi e le modalità di finanziamento del CER prima che questo divenga realtà", ed ha aggiunto che "il CER è un'idea molto valida, ma è pur sempre un'idea". Il vicesegretario permanente del ministero danese della Ricerca e dell'Informazione, Knud Larsen, si è detto favorevole alla costituzione del CER, ma ha considerato con realismo i traguardi che tale organismo potrebbe raggiungere. "Un Consiglio europeo delle ricerche deve essere considerato una misura complementare, non una sorta di bacchetta magica", ha affermato Larsen. "Quale mezzo per stimolare la cooperazione fra i Consigli nazionali delle ricerche europei, il CER potrebbe essere estremamente utile in veste di istituzione non disciplinare". Reinder Van Duinen, presidente della Fondazione europea per la scienza (ESF), ha convenuto sulla necessità di un Consiglio europeo delle ricerche, ma che bisogna tener conto dell'esperienza acquisita dalle organizzazioni esistenti, quale ad esempio l'ESF, nel coordinamento degli sforzi di ricerca. Egli ha ammonito che: "La costituzione del CER va considerata con estrema prudenza poiché, in caso di errori, la cooperazione potrebbe essere ostacolata anziché sostenuta". La maggioranza dei membri del gruppo ritiene che i Consigli nazionali delle ricerche (CNR) rappresentino la soluzione ideale per migliorare il coordinamento della ricerca europea. Come chiarito da George Radda: "La vera forza della ricerca europea è il patrimonio di conoscenze custodito all'interno dei Consigli nazionali delle ricerche". Egli ha proposto di riunire tali conoscenze "non attraverso la creazione di un Consiglio europeo delle ricerche, bensì tramite una più stretta collaborazione dei CNR, poiché in questo modo i contatti con le rispettive comunità scientifiche che essi rappresentano non saranno interrotti".