Il Sud Africa evidenzia l'importanza della collaborazione con l'UE nel settore della ricerca per i paesi in via di sviluppo
I rappresentanti del governo sudafricano hanno chiesto all'UE di portare avanti i partenariati di ricerca con il mondo in via di sviluppo, quale strumento per il progresso socioeconomico di questi paesi. Nel discorso pronunciato il 13 novembre a Bruxelles, durante la conferenza di lancio del sesto programma quadro (6PQ), un alto esponente del ministero della Scienza e della Tecnologia del governo sudafricano ha affermato che l'obiettivo delle collaborazioni dovrebbe essere quello di rafforzare la scienza globale ed affrontare alcuni dei problemi specifici che affliggono i paesi in via di sviluppo. Il dott. Adi Patterson, direttore generale aggiunto presso il suddetto ministero, ha dichiarato che "tale conferenza simboleggia la consapevolezza del mondo industrializzato nei confronti dell'importanza della scienza e della tecnologia e noi vorremmo arrivare ad ottenere lo stesso risultato nei paesi in via di sviluppo". Ribadendo le osservazioni espresse precedentemente nel corso della giornata dal ministro sudafricano per l'Arte, la Cultura, la Scienza e la Tecnologia Ben Ngubane, il dott. Patterson ha espresso la sua delusione riguardo "al taglio dei fondi, nell'ambito del 6PQ, destinati alla collaborazione con i paesi in via di sviluppo, soprattutto perché giunge a così breve distanza dal vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg". Il dott. Patterson, tuttavia, ha apprezzato ciò che egli ha definito il passaggio "dalla mentalità della 'fortezza Europa' che ha prevalso all'inizio della conferenza, ad una maggiore enfasi sui partenariati e la cooperazione". In risposta ad una domanda del Notiziario CORDIS sui benefici che l'UE può trarre da una collaborazione con il Sud Africa in materia di ricerca, il dott. Patterson ha posto l'accento sulle solide conoscenze del paese per ciò che concerne le industrie basate sulle risorse naturali, come la ricerca in campo agricolo e minerario. Inoltre, egli ha identificato una reale volontà del Sud Africa di condividere le conoscenze con i suoi partner internazionali. Secondo il dott. Patterson, fra i settori nei quali il Sud Africa deve migliorare le proprie capacità figurano le biotecnologie e soprattutto le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC). Egli ricordato, infatti, che il 98 per cento dell'industria delle TIC, in Sud Africa, dipende dalle importazioni. Interrogato dal Notiziario CORDIS sui cambiamenti strutturali del 6PQ che, a suo avviso, apporteranno maggiori vantaggi ai paesi in via di sviluppo, il dott. Patterson ha risposto: "Condivido l'idea dei progetti su scala più ampia poiché la quantità di lavoro amministrativo richiesto supera di poco quello necessario per i progetti più piccoli". Egli ha definito positiva anche la maggiore enfasi posta sull'eccellenza scientifica, augurandosi che essa possa stimolare il raggruppamento delle risorse in Sud Africa, ma ha avvertito che dimostrare di possedere il livello di competenze necessario "potrebbe rivelarsi difficile, in funzione delle condizioni del singolo paese in via di sviluppo".