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Contenuto archiviato il 2023-01-01

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Gli eurodeputati sollecitano gli Stati membri ad investire maggiormente nella ricerca

Il 26 novembre, il commissario per la Ricerca Philippe Busquin ha ricevuto il sostegno unanime della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo al suo appello rivolto ai governi affinché mantengano le promesse fatte al verti...

Il 26 novembre, il commissario per la Ricerca Philippe Busquin ha ricevuto il sostegno unanime della commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo al suo appello rivolto ai governi affinché mantengano le promesse fatte al vertice di Barcellona ed aumentino gli investimenti nella ricerca dall'1,9 a circa il 3 per cento del PIL entro il 2010. Busquin ha insistito sul fatto che tale percentuale "rappresenta un obiettivo generale per l'UE e non un traguardo obbligatorio per ogni singolo paese, anche se ciascuno Stato membro deve fornire il proprio contributo". Egli ha aggiunto che solo due Stati membri, la Finlandia e la Svezia, hanno già raggiunto tale livello. Il Commissario ha avvertito i governi che l'UE potrebbe entrare in una fase di declino se non raggiungerà quest'obiettivo. Negli ultimi 10 anni la concorrenza, principalmente da parte degli Stati Uniti e del Giappone, è diventata sempre più agguerrita. Nel 2000 gli Stati Uniti hanno investito nella ricerca 120 miliardi di euro, il 75 per cento in più dell'UE. Erkki Ormala, direttore della ricerca presso Nokia e membro della Tavola rotonda europea degli industriali, ha inoltre evidenziato che l'Europa deve creare delle piattaforme per la ricerca nell'ambito delle quali i ricercatori europei possano trovare soluzioni a livello europeo alle sfide poste dai mercati globali. "La ricerca europea attualmente è troppo frammentata nelle relative politiche nazionali", ha affermato Ormala. Con una risposta praticamente unanime, la commissione parlamentare, presieduta da Carlos Westendorp Y Cabeza, ha dimostrato la propria apprensione. L'eurodeputato Yves Piétrasanta (Francia) si è detto preoccupato per il bilancio francese ed ha affermato che "l'anno prossimo il nuovo governo investirà nella ricerca il 13 per cento in meno rispetto al 2002". L'europarlamentare austriaco Paul Röbig ha ricordato alla commissione che le società europee che avevano effettuato cospicui investimenti nell'innovazione hanno in realtà visto peggiorare la propria reputazione commerciale; l'eurodeputato britannico John Purvis ha aggiunto che l'annosa vicenda del brevetto europeo sta assumendo proporzioni disastrose ed ha esortato i ministri a riunirsi per trovare una soluzione al problema. In conclusione, l'europarlamentare francese Gérard Caudron si è detto preoccupato per la moratoria sulla ricerca in materia di cellule staminali embrionali, chiedendosi cosa avverrà se gli Stati membri non troveranno un accordo sulle questioni etiche.

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