La Commissione pubblica gli ultimi dati relativi alla R&S in Europa
La Commissione europea ha pubblicato un nuovo opuscolo dal titolo "Towards a European Research Area. Science, Technology and Innovation - Key figures 2002" (Verso uno spazio europeo della ricerca. Dati principali relativi alla scienza, alla tecnologia e all'innovazione nel 2002). Tale pubblicazione contiene un elenco di statistiche provenienti dagli Stati membri dell'UE, e laddove pertinenti, dai paesi terzi, raggruppate sotto i seguenti titoli: - investimenti nella R&S [ricerca e sviluppo] in un'economia basata sulla conoscenza; - risorse umane nella S&T [scienza e tecnologia]; - raffronto fra i risultati ottenuti nell'ambito della scienza, della tecnologia e dell'innovazione; - impatti sulla competitività dell'economia basata sulla conoscenza; - ricerca nei paesi EFTA [Associazione europea di libero scambio] e candidati: grandi potenzialità. "Su [uno] sfondo politico così ricco di sfide, diventa ancor più importante determinare dove si colloca l'Europa in termini di scienza e tecnologia e come evolve la sua posizione", scrive il commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin nella prefazione. La Finlandia mostra il livello più alto di crescita degli investimenti per la R&S (13,5 per cento), mentre la Svezia registra la quota più cospicua di spesa per la R&S proveniente dal settore privato. Con il 75,1 per cento, infatti, la Svezia vanta un margine di distacco dagli Stati Uniti pari a solo lo 0,2 per cento. La Svezia e la Finlandia investono entrambe una quantità di capitale di rischio maggiore rispetto agli USA nella creazione di nuove imprese e start-up, mentre l'Austria registra la crescita di gran lunga più marcata in tale ambito (127,8 per cento dal 1995), seguita dalla Danimarca (84,4 per cento). Sotto la categoria "Risorse umane", il documento esamina, inoltre, il numero di ricercatori presenti all'interno dell'UE e i settori nei quali operano. In media, il settore dell'istruzione superiore occupa circa un terzo dei ricercatori dell'UE, mentre la metà lavora nel settore privato. Negli Stati Uniti e in Giappone, invece, la percentuale di ricercatori attivi nel settore privato è molto più elevata. I dati relativi a tale ambito, tuttavia, variano ampiamente all'interno dell'UE, dal 64 per cento dell'Irlanda e dell'Austria, al 13 per cento del Portogallo. L'intensità della R&S nei paesi candidati è ancora inferiore alla media europea, pari all'1,93 per cento, ma molti paesi stanno recuperando il terreno perduto. Con l'1,51 per cento, la Slovenia è attualmente destinata ad allinearsi per prima alla media dell'UE. Tale pubblicazione fa seguito all'edizione del 2001, che si concentrava principalmente sull'analisi comparativa (benchmarking). Nella presente edizione vengono impiegati gli stessi 15 indicatori e, laddove possibile, sono stati apportati i miglioramenti qualitativi suggeriti dagli uffici nazionali di statistica, i quali hanno fornito la maggior parte delle informazioni, sebbene siano state utilizzate anche fonti private per reperire i dati non raccolti a livello nazionale. Nell'introduzione ai dati, si precisa che le statistiche, da sole, non possono fornire un quadro esaustivo della scienza e della tecnologia in Europa. "È importante sottolineare che i dati non sono che uno degli elementi che contribuiscono alla comprensione di argomenti complessi. Inoltre, occorrono informazioni qualitative per analizzare, comprendere ed apprendere dal confronto dei risultati della scienza, della tecnologia e dell'innovazione in diversi paesi".