Secondo Busquin, la politica europea di ricerca deve garantire un'equità globale nel trasferimento scientifico
Nell'illustrare i nuovi aspetti del sesto programma quadro (6PQ) e dello Spazio europeo della ricerca (SER) alla conferenza sulle scienze della vita e le biotecnologie per un'agricoltura sostenibile, tenutasi il 31 gennaio, il commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin ha sottolineato la necessità di riconoscere la dimensione internazionale della ricerca nell'attività di elaborazione delle politiche europee. L'Unione europea vanta oltre vent'anni d'esperienza nel campo della cooperazione internazionale con i paesi in via di sviluppo, e i programmi quadro rappresentano un elemento essenziale della continua politica dell'Unione a sostegno delle attività scientifiche. Negli ultimi quattro anni, in particolare, una somma complessiva di 52 milioni di euro è stata stanziata, nell'ambito dei fondi comunitari per la ricerca, a favore di 63 progetti in campo biotecnologico, che hanno coinvolto partner provenienti dai paesi in via di sviluppo. Secondo Busquin, simili iniziative garantiscono ai paesi in via di sviluppo l'opportunità di intraprendere attività di ricerca e applicazione delle scienze della vita e delle biotecnologie. "La ricerca scientifica è essenzialmente un'attività internazionale. [...] Le attività europee di ricerca incentrate sullo sviluppo di un'agricoltura sostenibile possono trarre beneficio dagli esperimenti condotti sui sistemi agricoli in condizioni estreme [nei paesi in via di sviluppo]", ha dichiarato il Commissario. "Credo di poter affermare che l'Unione europea svolge [anche] un ruolo proattivo nel promuovere un utilizzo sicuro e responsabile delle scienze della vita e delle biotecnologie in Europa e nel resto del mondo". In particolare, nel settore degli organismi geneticamente modificati (OGM), i vari programmi di ricerca europei che si sono succeduti hanno finanziato circa 80 progetti di ricerca su argomenti legati alla sicurezza degli OGM, per un totale di 70 milioni di euro negli ultimi 15 anni. Busquin, inoltre, ha posto l'accento sul lavoro delle reti, composte da oltre 45 laboratori e istituite per lo sviluppo e la convalida di metodi per la rivelazione e misurazione degli OGM nei prodotti alimentari e nei mangimi. Le attività di tali reti sono coordinate dal Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione. Secondo il Commissario, queste iniziative concrete contribuiscono ad un utilizzo responsabile del potenziale offerto dalle biotecnologie, affinché "la conoscenza e il know how possano essere messi in rete per ottenere i massimi benefici". Busquin ha posto l'accento sull'impegno dell'Europa per la "creazione di una capacità di ricerca nelle regioni locali". Nell'ambito del 6PQ è stato stanziato un totale di 315 milioni di euro a favore della cooperazione internazionale, incentrata principalmente sull'iniziativa INCO-DC per la collaborazione internazionale con i paesi in via di sviluppo. Questo programma mira ad instaurare un dialogo dinamico e promuove lo sviluppo di partenariati di ricerca sostenibili a lungo termine, a livello bilaterale, biregionale e globale. Ulteriori 285 milioni di euro sono stati accantonati nel bilancio del 6PQ per il finanziamento di proposte nell'ambito degli inviti specifici dedicati alla cooperazione scientifica internazionale con i paesi in via di sviluppo e altri gruppi di paesi, nei quali la gestione delle risorse naturali e la sicurezza alimentare siano prioritarie. Analogamente, sono stati previsti dei finanziamenti per sostenere la formazione dei ricercatori dei paesi terzi in Europa nell'ambito del programma "Risorse umane e mobilità". Il Commissario ha concluso affermando che tali politiche europee, insieme allo Spazio europeo della ricerca, contribuiranno ad "ottimizzare la ricerca al fine di fornire una migliore risposta alle esigenze del mondo".