Una nuova e straordinaria sinergia per la realizzazione di progetti comuni al servizio dell'umanità
Nove istituti di ricerca dell'Europa e del resto del mondo hanno unito le loro forze per creare un'Alleanza globale per la ricerca (Global Research Alliance) che si propone di utilizzare il bacino di competenze collettivo per il "bene dell'umanità". L'Alleanza, fra paesi industrializzati e in via di sviluppo, si occuperà dei problemi più pressanti al mondo, soprattutto in campo idrico, sanitario energetico e in materia di trasporti e di divario digitale. Nei prossimi mesi si terrà una serie di "workshop di fusione tecnologica", al fine di consentire lo scambio di idee sulla ricerca nel settore idrico ed energetico. "Il potenziale della GRA [Alleanza globale per la ricerca] è enorme", ha dichiarato il dott. Reinie Biesenbach al Notiziario CORDIS, aggiungendo: "La diversità è il suo punto di forza [...]. La combinazione fra istituti di ricerca di livello mondiale e interessi regionali produce una straordinaria sinergia". A rappresentare l'UE in seno all'Alleanza sono l'Istituto tecnologico danese, l'organizzazione tedesca Fraunhofer Gesellschaft, il Centro di ricerca tecnica finlandese (VTT) e l'organizzazione dei Paesi Bassi per la ricerca scientifica applicata. Accanto ad essi vi sono organizzazioni per la ricerca di Australia, India, Malaysia, Stati Uniti e Sud Africa, dove avrà sede l'Alleanza. Insieme, queste organizzazioni vantano la presenza di oltre 50.000 scienziati. In un'intervista concessa al Notiziario CORDIS, il dott. Biesenbach ha spiegato come l'Alleanza speri di rafforzare i legami con l'UE. Una delegazione si è già recata in visita presso le DG Ricerca, Imprese e Società dell'informazione della Commissione al fine di discutere una possibile collaborazione e il direttore del VTT finlandese ha presentato l'iniziativa a Liikanen, in occasione di una recente visita del Commissario a Helsinki. Fra le varie proposte per incrementare la collaborazione, figura la partecipazione al sesto programma quadro (6PQ), affidando il coordinamento di un progetto ad uno dei membri dell'Alleanza. Il dott. Biesenbach, inoltre, vorrebbe che l'Alleanza diventasse un nuovo "interlocutore" per la Commissione europea in ambiti come il divario digitale, nel quale alcuni dei suoi membri possiedono un'ampia esperienza. "Credo che possiamo apportare una dimensione nuova al dibattito", ha affermato il dott. Biesenbach. L'organizzazione di workshop congiunti rappresenta un'altra possibile modalità d'interazione fra l'Alleanza e l'UE. L'Alleanza presenterà proposte per progetti di ricerca di ampie dimensioni nell'ambito delle gare d'appalto organizzate dalle agenzie nazionali o internazionali, ma il dott. Biesenbach auspica che il consorzio possa avviare anche progetti propri. "Intendiamo assumere un ruolo attivo", ha affermato. Tutti i progetti intrapresi dovrebbero esercitare un significativo impatto sulla società e saranno caratterizzati da contenuti altamente innovativi. Ragunath Mashelkar, direttore del Consiglio indiano per la ricerca scientifica e industriale che ha lanciato l'iniziativa a New Delhi (India) a gennaio, ha spiegato la logica alla base della creazione di un'alleanza così eterogenea. "Ci accomuna la nostra volontà di operare per il bene di tutti attraverso l'innovazione e la ricerca. Singolarmente, possiamo esercitare un enorme impatto nei nostri rispettivi paesi. Ora, insieme, potremo lavorare per il bene dell'umanità".