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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Valutare l'impatto della consulenza scientifica

In un numero speciale della relazione IPTS (Istituto di prospettiva tecnologica), Isidoros Karatzas e Yves Dumont sostengono che è necessaria una nuova forma di cooperazione tra scienziati e responsabili politici, allo scopo di superare la sfiducia manifestata dal pubblico nei...

In un numero speciale della relazione IPTS (Istituto di prospettiva tecnologica), Isidoros Karatzas e Yves Dumont sostengono che è necessaria una nuova forma di cooperazione tra scienziati e responsabili politici, allo scopo di superare la sfiducia manifestata dal pubblico nei loro confronti e le sfide che la società deve affrontare nel periodo attuale. L'obiettivo di questa edizione speciale della relazione IPTS è di valutare l'impatto della consulenza scientifica. La rivista pubblica considerazioni su argomenti come le responsabilità sociali degli esperti scientifici; la comunicazione della consulenza scientifica al pubblico; la partecipazione pubblica alla presa di decisioni in materia di scienza e tecnologia; la valutazione dell'impatto della consulenza scientifica e l'impatto del Comitato consultivo europeo della ricerca (EURAB). Nell'editoriale, Karatzas e Dumont descrivono il rapporto tradizionale tra scienziati e responsabili politici, nonché le ragioni per cui tale rapporto deve essere sottoposto a una nuova valutazione. Se gli scienziati esercitano tradizionalmente un peso notevole nella prima fase di consulenza ai politici, la loro influenza si attenua verso la fine del processo e cioè nella fase di elaborazione ed attuazione della politica. A questo punto entrano in gioco altri fattori (sociali, culturali e finanziari) che, spesso, portano a un conflitto tra responsabili politici e scienziati. Karatzas e Dumont raccomandano, tra l'altro, un mutamento del quadro culturale per migliorare la comunicazione tra le parti coinvolte. Secondo i due esperti, le conoscenze dovrebbero essere prodotte dagli scienziati e dalla società in un processo che comprenda il dialogo e la trattativa pubblica. Tale prospettiva porterebbe alla risoluzione delle divergenze verso l'inizio del processo e non alla fine quando è già stata presa una decisione politica, come spesso accade al giorno d'oggi.

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