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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Un nuovo dispositivo diagnostico consentirà ai pazienti di monitorare da casa propria il loro stato di salute

Medici e pazienti saranno lieti di apprendere che un progetto dell'UE, ultimato di recente, ha sviluppato un dispositivo diagnostico che consentirà di migliorare il trattamento delle malattie croniche ed evitare la permanenza in sovraffollate sale d'aspetto. Il progetto DOC@H...

Medici e pazienti saranno lieti di apprendere che un progetto dell'UE, ultimato di recente, ha sviluppato un dispositivo diagnostico che consentirà di migliorare il trattamento delle malattie croniche ed evitare la permanenza in sovraffollate sale d'aspetto. Il progetto DOC@HOME è stato finanziato nell'ambito della sezione Tecnologie della società dell'informazione (TSI) del Quinto programma quadro (5PQ). Con uno stanziamento totale di 1,79 milioni di euro, i partner del consorzio, provenienti da Estonia, Svezia, Lettonia e Regno Unito, hanno ideato un sistema rivolto specificamente ai pazienti con malattie croniche che devono sottoporsi a regolari controlli medici, per garantire l'efficacia del trattamento loro prescritto. Come chiarito da Ardo Reinsalu, uno dei partner del progetto, l'utilizzo del sistema non potrebbe essere più semplice: "L'unità è munita di speciali elettrodi ed i pazienti non devono far altro che impugnare l'apparecchio per effettuare le misurazioni". Il dispositivo diagnostico rileva quindi l'ECG e gli altri parametri cardiaci ed i pazienti possono altresì inserire manualmente dati supplementari quali il proprio peso o la pressione sanguigna, la cui misurazione può essere agevolmente effettuata a casa. I dati, una volta raccolti, sono rinviati automaticamente al medico curante, ed in seguito relazioni settimanali e mensili vengono trasmesse a medici e pazienti. "I malati coinvolti in questo modo nella tutela della propria salute ritengono che il riscontro ottenuto sia estremamente utile e sono più incentivati ad attenersi scrupolosamente al trattamento prescritto", ha commentato Reinsalu. In effetti, i risultati preliminari dell'esperimento pilota hanno confermato l'efficacia del sistema nel motivare i pazienti ad effettuare i controlli. Inoltre, il sistema ha contribuito ad individuare i trattamenti inefficaci, consentendo l'adozione di misure correttive. "In due anni, sono stati coinvolti negli esperimenti cinquanta pazienti, tutti affetti da preesistenti problemi cardiaci. Soltanto dopo tre settimane di utilizzo del sistema di raccolta dei dati, i medici hanno riscontrato che, in numerosi casi, la cura non era particolarmente efficace. A seguito di tali osservazioni, il trattamento dei pazienti è stato modificato nell'80 per cento dei casi", ha spiegato Reinsalu. Egli ha riferito che, dopo quattro mesi di esperimenti pilota, il dispositivo è riuscito a ridurre di due millimetri di mercurio (mm Hg) la pressione sanguigna media del gruppo di osservazione. "Si tratta di un dato estremamente importante. Una diminuzione del due per cento della pressione sanguigna riduce del 50 per cento il rischio di attacco cardiaco. Ciò comporta sia un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, sia una riduzione della richiesta di costose attrezzature mediche", ha aggiunto Reinsalu. Il dispositivo diagnostico è in fase di commercializzazione, ed i partner del progetto sono attualmente in contatto con i produttori di strumenti diagnostici per esaminare la possibilità di introdurre nel sistema collegamenti senza fili che consentiranno l'inserimento automatico dei dati rilevati.

Paesi

Estonia, Lettonia, Svezia, Regno Unito

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