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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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I ricercatori si dividono sull'importanza di una recente scoperta relativa alle cellule staminali

Scienziati americani hanno utilizzato cellule staminali geneticamente modificate per riparare i danni subiti dal cuore di topi infartuati; tuttavia, non è ancora chiaro se i risultati ottenuti potranno un giorno essere di beneficio per i pazienti umani. In occasione di preced...

Scienziati americani hanno utilizzato cellule staminali geneticamente modificate per riparare i danni subiti dal cuore di topi infartuati; tuttavia, non è ancora chiaro se i risultati ottenuti potranno un giorno essere di beneficio per i pazienti umani. In occasione di precedenti esperimenti che prevedevano l'utilizzo di cellule staminali per riparare i danni del muscolo cardiaco, nessuna delle cellule iniettate era riuscita in pratica a sopravvivere più di quattro giorni. Per ovviare al problema, Victor Dzau e il suo team della Harvard Medical School hanno inserito un gene denominato "Akt1" nelle cellule staminali prelevate dal midollo spinale, scoprendo che tale gene inibiva il segnale che spinge le cellule a "suicidarsi". Usando modelli di topi, le cellule modificate hanno impedito il progressivo declino verso l'insufficienza cardiaca e, nell'arco di due settimane, il cuore dei topi era tornato sano come prima. Gli scienziati sono convinti che la modifica abbia consentito alle cellule di sopravvivere abbastanza a lungo da potersi trasformare in cellule miocardiche, capaci di sostituire i tessuti danneggiati. Questi risultati rafforzano la teoria secondo la quale le cellule staminali potrebbero essere impiegate per "riparare" un cuore umano che ha subito un attacco cardiaco. I sostenitori di questa tesi sottolineano altresì i risultati positivi ottenuti in seguito alle prove cliniche effettuate su pazienti infartuati, ai quali sono state iniettate le loro stesse cellule staminali. Ciononostante, altri esperti si chiedono se tali trattamenti con le cellule staminali si riveleranno efficaci o addirittura sicuri nell'uomo. Charles Murray, della Washington State University, replica che alcuni studi sull'uomo non disponevano degli appropriati gruppi di controllo. "È lecito concedersi all'entusiasmo, pur restando scettici", ha dichiarato Murray. Inoltre non è esattamente chiaro come le cellule staminali abbiano guarito il cuore dei topi. Le possibili spiegazioni indicano che queste ultime sono in grado di trasformarsi in nuove cellule miocardiche e integrarsi con le cellule esistenti o semplicemente indurre le cellule esistenti ad autoripararsi e ad autoriprodursi. Malgrado i numerosi interrogativi che ancora avvolgono l'uso delle cellule staminali nell'uomo, i sostenitori affermano tuttavia che è essenziale autorizzare il proseguimento di test preliminari sull'uomo, in ragione della necessità urgente di terapie cardiologiche. Sono, infatti, circa 23 milioni le persone in tutto il mondo che sarebbero affette da insufficienza cardiaca.

Paesi

Stati Uniti

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