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Proteggere le conoscenze ed i risultati: l'IPR Helpdesk spiega come farlo

La protezione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) è indispensabile non soltanto per i ricercatori disposti a collaborare in attività di ricerca innovative, ma è altresì importante ai fini del trasferimento sul mercato dei frutti di questa collaborazione. I DPI rappres...

La protezione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) è indispensabile non soltanto per i ricercatori disposti a collaborare in attività di ricerca innovative, ma è altresì importante ai fini del trasferimento sul mercato dei frutti di questa collaborazione. I DPI rappresentano tuttavia una questione controversa per i più, ed è necessaria un'attività di sostegno per comprendere la pletora di tecnicismi legali coinvolti. L'IPR Helpdesk è stato lanciato nel 1998 come progetto pilota nell'ambito della sottosezione "Innovazione e PMI" del Quinto programma quadro. Quale riconoscimento per l'assistenza fornita dal progetto alla comunità europea della ricerca, sin dal suo avvio, l'Helpdesk è divenuto nel 2002 una "misura d'accompagnamento", definita dalla Commissione un'azione che "contribuisce alla realizzazione di un programma specifico". Il rilancio dell'IPR Helpdesk è arrivato giusto in tempo per fornire una risposta alla miriade di nuovi interrogativi scaturiti dall'introduzione di strumenti completamente nuovi nel Sesto programma quadro (6PQ). I progetti integrati e le reti di eccellenza, che riuniscono un numero maggiore di partner rispetto agli strumenti impiegati nei precedenti programmi quadro, complicheranno inevitabilmente la già controversa questione dei DPI. Ciò non è sfuggito alla Commissione, che ha cercato di introdurre procedure semplificate e migliori tutele giuridiche. "Sin dall'inizio del progetto pilota, nel 1998, si è acquisita una crescente consapevolezza riguardo all'importanza dei diritti di proprietà intellettuale per la comunità europea della ricerca, all'esigenza di proteggere tali diritti ed alla necessità di non perdere o dissipare i preziosi frutti dei risultati della ricerca finanziata dall'UE", ha dichiarato in un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS Alexander Weir dell'Istituto britannico di ricerca sulla proprietà intellettuale "Queen Mary", responsabile delle attività di sensibilizzazione e divulgazione presso l'IPR Helpdesk. "La Commissione europea e l'Europarlamento trovano attualmente nell'IPR Helpdesk un servizio gratuito che racchiude un insieme di conoscenze e competenze derivanti da alcune delle più prestigiose università europee", ha aggiunto Weir. L'Helpdesk è gestito da un consorzio di università e da altri partner provenienti da Belgio, Germania, Spagna e Regno Unito. Si tratta di un servizio gratuito che fornisce assistenza ai contraenti attuali e futuri dei progetti di ricerca dell'UE su questioni di proprietà intellettuale (PI). Sul sito Internet sono disponibili informazioni generali in cinque lingue, vale a dire inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo, e si forniscono risposte alle domande più frequenti quali ad esempio "A chi spetta la titolarità delle modifiche e delle migliorie apportate al know-how preesistente?", oppure, "I diritti di accesso sono trasferibili?". Le domande possono essere inoltrate via e-mail e la risposta al quesito verrà data entro cinque giorni lavorativi. L'Helpdesk svolge altresì un'intensa attività di divulgazione e sensibilizzazione sull'importanza della proprietà intellettuale. La Commissione svolge molto più che un semplice ruolo secondario riguardo alla gestione dei progetti nell'ambito del 6PQ, e raccomanda che i partner di progetto si impegnino a sottoscrivere un accordo consortile prima dell'inizio delle attività. Visto che l'Helpdesk non consiglia a chiunque di stipulare un accordo consortile, si è compilato un elenco ragionato per informare gli utenti sulle questioni chiave di cui devono essere al corrente al momento della compilazione di tale accordo. I recenti dibattiti in materia di brevetto comunitario e di brevettabilità dei software lasciano intendere che gli esperti in materia di PI saranno molto richiesti negli anni a venire. Weir ritiene che nel futuro immediato vi possa essere altresì un ruolo per l'Helpdesk, e che il portafoglio delle sue attività possa ampliarsi: "Le DG Mercato Interno, Commercio ed, in particolare, Ricerca, nutrono un considerevole interesse per le questioni di proprietà intellettuale in relazione alle imprese ed alla comunità scientifica, pertanto ritengo che il ruolo di qualunque IPR Helpdesk futuro rappresenti un ambito destinato ad espandersi ulteriormente nel contesto imprenditoriale e di ricerca". I negoziati in materia di brevetto comunitario sono in corso, nonostante il Consiglio "Competitività" abbia adottato una posizione comune nel marzo 2003. Una delle difficoltà principali rimane l'aspetto giurisdizionale, ovvero se il sistema debba essere gestito da un unico tribunale oppure da tribunali nazionali. Dal momento che una giurisprudenza congrua e coerente in materia rappresenta una priorità assoluta, la Commissione "riconosce che l'alternativa migliore sia la costituzione di un tribunale centrale dei brevetti che avrà competenza per le questioni in materia di infrazione e di validità", ha riferito Weir al Notiziario CORDIS. Egli è dell'avviso che gli aspetti più importanti di un sistema di brevetto comunitario debbano contemplare la costituzione di un tribunale centrale competente in materia di brevetti, con sede a Lussemburgo, camere specializzate in brevetti presso il Tribunale di primo grado per i ricorsi in appello, nonché la possibilità di creare tribunali regionali qualora il numero di controversie divenga troppo elevato per essere gestito unicamente dal tribunale centrale.