Esperti esaminano gli ostacoli all'accettazione pubblica delle nanotecnologie
I relatori intervenuti il 10 dicembre all'EuroNanoForum di Trieste hanno individuato nella mancanza di una definizione precisa, di obiettivi specifici e di limitazioni le ragioni della diffidenza dell'opinione pubblica nei confronti delle nanotecnologie. Si sono già costituite lobby critiche nei riguardi delle nanotecnologie ed i racconti dell'orrore diffusi dai media, che narrano di nano-robot capaci di introdursi negli esseri umani ed assumere il controllo del mondo, non hanno certamente aiutato i fautori delle nanotecnologie a sostenere la loro causa. "Il cittadino medio sta tuttora cercando di mantenersi all'altezza del proprio ruolo di giudice supremo e tutore del mondo", ha affermato Alfred Nordmann dell'Università del Sud Carolina (Stati Uniti). Egli ha aggiunto che la nanotecnologia è stata dibattuta sia dagli scienziati, sia dai non addetti ai lavori, i quali non sono in grado di prevedere ciò che avverrà in futuro. A differenza delle altre tecnologie, "la nanotecnologia non è mirata al raggiungimento di obiettivi sociali ben definiti. Essa, inoltre, sembra promettere tutto e niente in particolare", ha dichiarato il professor Nordmann. Tali promesse contemplano la fine del dolore e della sofferenza ed un accesso computerizzato alle informazioni attraverso un circuito integrato impiantato nel cervello. La mancanza di specificità può essere spiegata con il fatto che la nanotecnologia è applicabile a numerosi settori scientifici, che spaziano dalle biotecnologie alla scienza dei materiali e le tecnologie dell'informazione. Ogni singola spiegazione del potenziale della nanotecnologia risulta quindi problematica. Per tale motivo, molti relatori hanno convenuto che si dovrebbe iniziare a discutere di nanotecnologie, e non semplicemente di nanotecnologia. Inoltre, giacché esiste più di una nanotecnologia, vi sono numerose implicazioni etiche, ha osservato Göran Hermeren, professore di Etica medica presso l'Università di Lund (Svezia). Riconoscere che ciascuna nanotecnologia produrrà impatti diversi, ed orientare nel contempo le discussioni sulle nanotecnologie verso tematiche politiche e sociali, può aiutare l'opinione pubblica a valutare i possibili rischi, ha aggiunto Hermeren. Sebbene l'ignoranza sia considerata da molti la causa delle preoccupazioni espresse dall'opinione pubblica, Bryan Wynne dell'Università di Lancaster (Regno Unito) ha respinto questa tesi: "Come dimostrano i sondaggi Eurobarometer, l'ignoranza dell'opinione pubblica non è fonte di sfiducia e di scetticismo. La vera causa consiste nel diniego dell'ignoranza scientifica da parte degli scienziati". La natura innovativa delle nanotecnologie lascia presupporre l'esistenza di numerose lacune del sapere, ed il "comportamento errato, seppure dettato dalle migliori intenzioni, delle istituzioni coinvolte nelle nanotecnologie", genera dubbi, ha osservato il professor Wynne. La fiducia può venir meno anche nel caso in cui i risultati delle attività di valutazione del rischio non siano coerenti. Ciò rappresenta un pericolo, poiché diversi paesi e settori della società valutano il rischio in modo differente. Quando le conclusioni sono divergenti, "si perde l'illusione di una valutazione oggettiva del rischio", ha sostenuto il professor Hermeren. Sebbene venga spesso affermato che la trasparenza è la chiave della comprensione e dell'accettazione della ricerca scientifica da parte della società, il professor Hermeren non ha dato corso a tale tesi, sostenendo che la divulgazione di tutte le informazioni all'opinione pubblica determinerebbe una situazione in cui adottare una decisione sarebbe impossibile. "Occorre quindi fornire ai cittadini informazioni in quantità sufficiente, cosicché l'acquisizione di nozioni supplementari non influenzerebbe in alcun modo le loro decisioni. Il concetto è quello della saturazione", ha aggiunto. La sessione dal titolo "Aspetti sociali e comunicazione" è stata conclusa da Mihail Roco, coordinatore dell'Iniziativa nazionale statunitense in materia di nanotecnologie. Egli ha espresso rammarico per la frequente polarizzazione del dibattito, in particolare nei media, che sono dominati dalla presenza di persone scarsamente informate su tale argomento. Egli ha quindi esortato quanti dispongono delle conoscenze adeguate a far sentire la propria voce e ad incoraggiare gli altri ad intervenire nel dibattito.