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Le pratiche agricole intensive ed innovative danneggiano le specie di uccelli europee

Una ricerca condotta da eminenti ornitologi europei ha rivelato che la diffusione delle pratiche agricole intensive in Europa ha causato una drastica riduzione degli esemplari di 24 specie comuni di uccelli. Le ricerche condotte in 11 Stati membri dell'UE, cinque paesi candid...

Una ricerca condotta da eminenti ornitologi europei ha rivelato che la diffusione delle pratiche agricole intensive in Europa ha causato una drastica riduzione degli esemplari di 24 specie comuni di uccelli. Le ricerche condotte in 11 Stati membri dell'UE, cinque paesi candidati all'adesione, Norvegia e Svizzera, indicano che il numero di esemplari di 24 fra le specie di uccelli più comuni in Europa è sceso di un terzo in soli venticinque anni. La relazione evidenzia che in tutto il continente, e soprattutto nell'Europa nordoccidentale, dove si adottano le pratiche agricole più intensive, le popolazioni di uccelli come l'allodola, la pavoncella e lo zigolo giallo sono in declino. La ricerca è stata condotta dallo "European Bird Census Council", da Birdlife International e dalla Royal Society for the Protection of Birds (RSPB) del Regno Unito. Le perdite più allarmanti evidenziate dallo studio riguardano i paesi ad agricoltura intensiva come il Regno Unito, dove fra il 1970 e il 1999 le allodole sono diminuite del 52 per cento, gli zigoli gialli del 53 per cento e gli strillozzi dell'88 per cento. Graham Wynne, direttore generale della RSPB, ha esortato i paesi in via di adesione a non commettere lo stesso errore del proprio paese, dove specie un tempo comuni, come la passera mattugia (Passer montanus) e la pavoncella, sono oggi scomparse in molte zone. "Dovrebbero utilizzare i finanziamenti comunitari per mantenere i sistemi agricoli che rispettano i limiti ambientali e lasciano spazio alla flora e alla fauna", avrebbe affermato Wynne. Egli ha attribuito parte della responsabilità per il declino delle popolazioni di uccelli ai sussidi pagati agli agricoltori nel quadro della Politica agricola comune dell'UE, tradizionalmente volti a massimizzare la produzione. Secondo una relazione pubblicata la scorsa settimana, tuttavia, una nuova minaccia alle popolazioni di uccelli potrebbe essere rappresentata dalla coltivazione di colture geneticamente modificate e tolleranti agli erbicidi (GMHT). Il Comitato consultivo sulle emissioni nell'ambiente (ACRE) del Regno Unito ha avvertito che la barbabietola e la colza primaverile GMHT ridurranno la quantità di semi perché le erbe infestanti saranno distrutte. La sopravvivenza di molte specie di uccelli dipende proprio da questi semi. Il dott. Mark Avery, responsabile della conservazione presso la RSPB, ha affermato: "Le popolazioni di uccelli che vivono negli habitat agricoli sono in forte declino da oltre trent'anni. La coltivazione di barbabietola e colza geneticamente modificate ridurrà drasticamente la quantità di semi, mettendo ancor più a repentaglio specie comuni di uccelli come l'allodola e lo zigolo giallo".

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