Skip to main content
Vai all'homepage della Commissione europea (si apre in una nuova finestra)
italiano it
CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE
CORDIS

Article Category

Contenuto archiviato il 2023-01-20

Article available in the following languages:

I decisori politici devono fare di più per rafforzare il settore delle TIC, dichiara Liikanen

Nel periodo che precede il Consiglio europeo di primavera, la Commissione europea ha adottato una comunicazione che invita i decisori politici a fare di più per incoraggiare gli investimenti nelle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC). La comunicazione, non...

Nel periodo che precede il Consiglio europeo di primavera, la Commissione europea ha adottato una comunicazione che invita i decisori politici a fare di più per incoraggiare gli investimenti nelle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC). La comunicazione, non ancora tradotta in italiano e intitolata 'Connecting Europe at high speed: recent developments in the sector of electronic communications', nota che dopo la brusca contrazione del 2000 le prospettive economiche per il settore delle TIC hanno avuto un certo miglioramento negli ultimi mesi, ma avverte che i decisori politici restano comunque responsabili della creazione di un contesto favorevole per la diffusione delle TIC. 'Se tocca all'Unione massimizzare l'impatto della società dell'informazione come motore di crescita, produttività e posti di lavoro, dobbiamo creare il giusto clima per ulteriori investimenti', ha dichiarato il Commissario europeo per le Imprese e la società dell'informazione Erkki Liikanen. La comunicazione evidenzia quattro aree decisive in cui occorre un'azione politica sostenuta per migliorare l'uso efficiente delle TIC ed eliminare gli ostacoli che si frappongono ad ulteriori investimenti. Tali priorità sono: raccogliere qualsiasi sfida di regolamentazione rimasta in sospeso, aumentare la copertura a banda larga nelle zone ancora mal servite, stimolare la domanda di banda larga e lanciare con successo le comunicazioni di telefonia mobile della terza generazione. La principale preoccupazione legislativa della Commissione riguarda il nuovo quadro di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche. Il trasferimento tardivo o incorretto del quadro in certi paesi dell'Unione sta frenando la concorrenza e creando incertezza, per non parlare delle nuove norme, che devono essere applicate in modo coerente dalle autorità regolamentari nazionali. A proposito della copertura Internet a banda larga in Europa, la comunicazione segnala con soddisfazione che il numero di tali collegamenti è raddoppiato nei 12 mesi fino ad ottobre del 2003, passando a quasi 20 milioni. Tuttavia avverte che vi sono zone dell'UE che rischiano di finire 'nella corsia dei veicoli lenti della società dell'informazione' perché la domanda non è tale da giustificare l'estensione della copertura della banda larga. La Commissione chiede agli Stati membri che non l'hanno ancora fatto di attuare in brevissimo tempo una strategia nazionale per la banda larga, offrendo anche la possibilità di 'un finanziamento UE che abbia un ruolo assieme all'azione a livello nazionale, regionale o locale' in modo da agevolare l'estensione della banda larga alle zone ancora sprovviste. Ma garantire un accesso allargato alla banda larga è solo una parte della sfida. La comunicazione fa notare che, sebbene la maggior parte delle famiglie nell'Unione abbia accesso ai collegamenti ad alta velocità, solo una minima percentuale sceglie di usarli. L'esperienza ha dimostrato l'importanza della concorrenza basata su una rete efficiente per abbattere i prezzi e promuovere servizi online innovativi, afferma la Commissione, e gli Stati membri possono incentivare la domanda mettendo online un maggior numero di servizi statali, come la sanità e l'istruzione. L'ultima delle priorità identificate è quella di garantire il successo del lancio delle comunicazioni di telefonia mobile della terza generazione (3G). Poiché le sfide chiave per raggiungere questo obiettivo coprono un'ampia varietà di zone, l'approccio proposto sarà esposto in un'ulteriore comunicazione nel corso dell'anno. La Commissione promette inoltre di lavorare con i diretti interessati per identificare le priorità di ricerca strategiche e di inserirle nei programmi quadro dell'UE per la ricerca, in modo da risolvere problemi come quello dell'interoperabilità. Il Commissario Liikanen ha concluso ribadendo che 'adesso possediamo il quadro regolamentare e le tecnologie, ma per sfruttarli appieno ci serve un chiaro e rinnovato impegno politico ai massimi livelli per fare dell'eEurope una realtà'.

Il mio fascicolo 0 0