La conferenza sul cancro della mammella lancia l'allarme per la ricerca accademica
La nuova direttiva dell'Unione europea sulla sperimentazione clinica potrebbe avere ripercussioni negative sulla ricerca sul cancro della mammella in Europa: è questo l'avvertimento lanciato dai delegati presenti alla quarta conferenza europea sul cancro della mammella tenutasi ad Amburgo, in Germania, che il 20 marzo hanno emesso una dichiarazione in proposito. La 'Dichiarazione di Amburgo' è stata adottata a nome dei 3.557 clinici, scienziati e associazioni di pazienti presenti alla conferenza, con votazione plenaria computerizzata. Essa delinea quattro aree che i delegati pensano che debbano essere rese prioritarie: ricerca accademica, valutazione del rischio individuale, limiti di età e trattamenti successivi al cancro della mammella. La dichiarazione inizia constatando che, mentre l'incidenza del tumore mammario è in aumento, 'la ricerca alimenta il progresso, e dunque la sperimentazione clinica e la ricerca transnazionale devono essere sostenute'. Ma l'avvertimento fondamentale è chiaro: 'Una legislazione eccessivamente rigida, delle restrizioni amministrative ingiustificabili e i tagli al bilancio governativo sono altrettante minacce per la ricerca sul cancro in generale, e per quella sul cancro della mammella in particolare'. La dichiarazione prosegue: '[L]a nuova direttiva europea sulla sperimentazione clinica potrebbe contribuire ad affidare la ricerca sul cancro della mammella quasi interamente all'iniziativa dell'industria farmaceutica'. Pur riconoscendo il contributo delle società farmaceutiche allo sviluppo di nuovi farmaci, i partecipanti hanno espresso preoccupazione per il potenziale declino della ricerca non farmacologica, in aree quali la chirurgia, l'imaging medicale e la radioterapia. 'Quest'effetto negativo sulla ricerca accademica indipendente spingerà sempre più i migliori ricercatori europei ad emigrare negli Stati Uniti per portare a termine i loro studi e progetti', aggiunge la dichiarazione. Secondo i delegati, la risposta sarebbe il sostegno finanziario e strutturale più determinato della ricerca accademica, l'agevolazione della libera circolazione all'interno dell'Unione di campioni di tessuti e di sangue per scopi di ricerca, ed un maggiore coinvolgimento di pazienti e consumatori nella pianificazione e nel monitoraggio della ricerca. Infine, la dichiarazione di Amburgo sostiene che 'i finanziamenti erogati dal bilancio centrale dell'UE (ossia una percentuale dell'attuale sovvenzione annuale per il tabacco) sono stanziati per la ricerca transnazionale sul cancro della mammella', e le donazioni private per la ricerca sul cancro della mammella andrebbero incoraggiate aumentando il livello di deducibilità dalle imposte di tali contributi in tutti gli Stati membri. Precedentemente nel corso della conferenza, la dottoressa Martine Piccart, presidente del Breast International Group, aveva annunciato che TRANS-BIG, una rete transnazionale di ricerca che conta 40 partner tra Europa e America latina, è alle ultime fasi di negoziazione con la Commissione europea per il finanziamento di una rete di eccellenza nell'ambito del sesto programma quadro. Un parte chiave della rete sarebbe la prima sperimentazione indipendente su vasta scala per lo studio del ruolo delle segnature tumorali molecolari nel cancro della mammella. 'L'approccio tradizionale alla ricerca clinica sul cancro è stato la comparazione dei trattamenti mediante prove cliniche randomizzate, con l'estrapolazione del vantaggio medio individuale per ciascun paziente', ha spiegato la dottoressa Piccart. 'Questo spesso significa che molti pazienti ricevono fin troppe cure, mentre solo pochi ne ricavano un vantaggio considerevole'. 'Se il risultato della sperimentazione risponderà alle attese, questo significherà che sarà possibile risparmiare ai pazienti con basso rischio di ricaduta massicci e superflui trattamenti di chemioterapia. In tal modo si ridurranno gli effetti collaterali, mentre i servizi sanitari non dovranno affrontare costi inutili', ha concluso la dottoressa Piccart.