L'UE finanzia un Progetto integrato per la promozione dei vegetali
Fin da quando la EBS, l'encefalopatia bovina spongiforme, ha rivelato il pericolo dell'uso di proteine di origine animale per nutrire il bestiame, l'UE voleva incoraggiare gli agricoltori a coltivare foraggio a base di leguminose ricche di proteine per allevare gli animali. In effetti le leguminose come piselli, fagioli, favini, ceci, lupini e lenticchie sono attualmente poco coltivate dagli agricoltori europei, malgrado presentino il vantaggio di ridurre l'uso di fertilizzanti e pesticidi. Attualmente l'Europa importa il 70% delle sue proteine di origine vegetale, principalmente sotto forma di soia. Perciò la Commissione europea si prepara a finanziare, nell'ambito della priorità tematica 'Qualità e sicurezza alimentare' del Sesto programma quadro (6PQ) un nuovo ed ampio Progetto integrato detto Grain Legumes ('Nuove strategie per il miglioramento delle leguminose per l'alimentazione e l'allevamento'), destinato a promuovere le piante come interessante fonte alternativa di proteine sia per il bestiame che per gli uomini. Scienziati appartenenti a 17 paesi europei e all'Australia useranno le ultimissime tecnologie genetiche per sviluppare nuove varietà di legumi e per trovare nuovi modi per coltivarli, trattarli, elaborarli e farne uso. 'La strategia', ha spiegato il Dr Noel Ellis, del John Innes Centre nel Regno Unito, che è il coordinatore del progetto, 'è quella di accelerare la coltivazione delle piante usando tecniche di test genetici che possono essere parimenti applicate alla coltivazione assistita da guide o per lo sviluppo di raccolti transgenici in risposta alla domanda di utenti e consumatori'. Attualmente le leguminose, sebbene ideali per l'ambiente, sono poco usate dagli agricoltori europei, soprattutto a causa della pochezza di raccolto e dell'assenza di ricerca pertinente sugli effetti della composizione con leguminose da foraggio sulla qualità dell'alimentazione animale. Dunque il progetto svilupperà due approcci complementari per realizzare il potenziale beneficio dell'uso di leguminose nell'allevamento europeo. Il primo consisterà nel migliorare la qualità dei legumi come fonte di foraggio e il secondo nello stabilizzare la resa dei raccolti per invogliare gli agricoltori a coltivarne di più. Gli obiettivi di Grain Legumes sono quattro, ha spiegato il Dr Ellis, 'definire l'impatto e il potenziale dei legumi migliorati per l'alimentazione animale; comprendere i fattori che incidono sulla qualità e l'uso delle leguminose; sviluppare gli strumenti genomici e postgenomici occorrenti per migliorare e sostenere la qualità e l'approvvigionamento delle leguminose; coordinare e integrare la ricerca sulle leguminose, fornendo formazione negli approcci tecnologici emergenti e diffondendo i risultati nell'industria, oltre che trasferendone la tecnologia'. Il progetto svilupperà anche collegamenti con altri programmi sulla genomica dei legumi, per evitare inutili doppioni, e sarà creata una piattaforma interattiva per il trasferimento delle tecnologie, per tenere informate dei risultati le aziende europee che lavorano nel settore della coltivazione dei vegetali, dell'alimentazione e dei foraggi. 'Il risultato finale dovrebbe essere raccolti di legumi più attraenti per gli agricoltori europei, affinché in futuro i cittadini e gli animali possano aspettarsi di mangiare una maggiore quantità di leguminose cresciute in zona', ha concluso il Dr Ellis.