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Contenuto archiviato il 2023-01-20

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La ricerca sulla salute finanziata dall'UE deve interagire meglio con gli operatori del settore, afferma un rapporto

I progetti di ricerca finanziati dall'UE per controllare le malattie infettive per l'uomo nell'ambito del Quinto programma quadro (5PQ) hanno mostrato un chiaro valore aggiunto, ma bisogna fare di più per favorire l'interazione tra pazienti e altri operatori, afferma una valut...

I progetti di ricerca finanziati dall'UE per controllare le malattie infettive per l'uomo nell'ambito del Quinto programma quadro (5PQ) hanno mostrato un chiaro valore aggiunto, ma bisogna fare di più per favorire l'interazione tra pazienti e altri operatori, afferma una valutazione d'impatto condotta dal Fraunhofer Institute. Il Fraunhofer Institute per i sistemi e la ricerca innovativa, di Karlsruhe, ha esaminato per conto della direzione generale Ricerca della Commissione l'impatto di 145 progetti finanziati nell'ambito della priorità 'Qualità della vita e gestione delle risorse biologiche' del 5PQ, sulla base dei rapporti periodici e finali, degli esami intermedi condotti da esperti esterni e d'interviste telefoniche. In termini di pianificazione e sfruttamento dei progetti, è stato constatato un deficit nei livelli d'interazione con i pazienti e gli altri operatori. Ad esempio, la diffusione dei risultati dei progetti tra la comunità scientifica è stata soddisfacente, grazie a un numero generalmente elevato di pubblicazioni. 'I progetti hanno però organizzato solo poche conferenze destinate ai gruppi specifici mirati, ai decisori politici e al pubblico in generale', sottolinea il rapporto. Tra gli altri problemi individuati dagli analisti nella pianificazione dei progetti, particolarmente importante l'incapacità di alcuni responsabili di progetto di valutare in modo accurato le difficoltà di certi obiettivi, ad esempio la creazione di una base di dati o la partecipazione dei pazienti, e la lentezza dei negoziati con la Commissione per finalizzare i contratti. Il rapporto dichiara: '[I] negoziati sono stati in alcuni casi lenti e problematici, in buona parte a causa delle procedure della Commissione per finalizzare le operazioni necessarie, procedure dispendiose in termini di tempo'. Il team del Fraunhofer Institute è arrivato alla conclusione che in fase d'implementazione dev'essere ulteriormente migliorata l'interazione e il coordinamento con gli altri progetti finanziati dall'UE e con i programmi di ricerca nazionali e internazionali. Nella struttura dei progetti per lo sviluppo di farmaci o vaccini bisogna inoltre prevedere un più ampio margine, che permetta ai ricercatori di riorientare il lavoro in caso di risultati sfavorevoli. Alcuni partecipanti hanno anche detto di essersi sentiti sopraffatti da compiti amministrativi spesso percepiti come inutilmente rigidi, anche se poi in molti casi si sono detti soddisfatti per il sostegno e i controlli forniti dalla Commissione. In termini d'impatto quantitativo dei progetti, la valutazione ha constatato che 14 iniziative per lo sviluppo di nuovi farmaci o vaccini erano nella fase clinica I, 4 nella fase II e 10 nella fase III, e che erano inoltre in corso 9 studi epidemiologici. Erano previsti 33 brevetti, altri 30 erano stati già richiesti, e 8 già concessi. Il rapporto ha anche sottolineato che molti progetti si concentravano sulle malattie particolarmente presenti nei paesi in via di sviluppo, e lo sforzo di ricerca era quindi globalmente di estremo interesse nel contesto internazionale. Oltre a giudicare i progetti in base agli obiettivi tematici della priorità Qualità della vita, la valutazione ha esaminato i risultati anche in rapporto a obiettivi non tematici. Ad esempio, mentre la collaborazione con l'industria è stata efficace nei progetti con evidenti opportunità commerciali, il numero totale di partner industriali (122) che hanno partecipato alla priorità tematica è stato considerato ancora troppo basso. Inoltre il numero di partner e coordinatori dei nuovi Stati membri era relativamente scarso, afferma il rapporto. Gli analisti concludono tentando di trarre dalla loro valutazione utili insegnamenti per il futuro. A loro avviso, bisogna attribuire maggiore importanza alla partecipazione del settore industriale e delle PMI (Piccole e medie imprese) ai progetti, in modo da poter lanciare più rapidamente i prodotti sul mercato. Il rapporto segnala anche il pericolo che, a causa dei limiti di bilancio, le conoscenze accumulatesi nel corso del progetto vadano perse alla sua conclusione, e raccomanda quindi alla Commissione di mantenere i contatti con i contraenti e i coordinatori dei progetti di successo. Per finire, il rapporto riconosce i rischi insiti nei tentativi di produrre nuovi farmaci e vaccini, e sollecita quindi la Commissione a valutare la possibilità d'introdurre programmi di finanziamento più flessibili che assicurino ai team la possibilità di superare gl'insuccessi che incontreranno probabilmente sulla loro strada.

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