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I ricercatori francesi protestano contro la nuova legge sulla ricerca

Il 4 febbraio, i ricercatori francesi sono scesi in piazza per protestare contro la nuova legge di riforma della ricerca (LOPRI), illustrata il 14 gennaio dal governo. Le dimostrazioni, organizzate dalla campagna 'Salviamo la ricerca' e da una coalizione di sindacati dei set...

Il 4 febbraio, i ricercatori francesi sono scesi in piazza per protestare contro la nuova legge di riforma della ricerca (LOPRI), illustrata il 14 gennaio dal governo. Le dimostrazioni, organizzate dalla campagna 'Salviamo la ricerca' e da una coalizione di sindacati dei settori ricerca e istruzione, hanno visto migliaia di ricercatori marciare nelle strade di Parigi verso il ministero della Ricerca e dell'istruzione. Altre dimostrazioni hanno avuto luogo in tutte le città universitarie del paese. Il 4 gennaio, il presidente francese Jacques Chirac si era impegnato ad assegnare un miliardo di euro supplementari alla ricerca e aveva promesso che l'aumento degl'investimenti per la ricerca sarebbero proseguiti nella misura di sei miliardi di euro nei prossimi cinque anni. La decisione è una delle iniziative del paese adottate per raggiungere l'obiettivo dell'UE di portare entro il 2010 gl'investimenti per la R&S (Ricerca e sviluppo) al 3% del PIL. I ricercatori sostengono però che i fondi andranno a vantaggio della sola ricerca applicata, e protestano quindi contro quello che considerano un eccessivo coinvolgimento del settore privato. 'La legge è molto diversa da quelle che avevamo sollecitato, fatta per favorire l'innovazione e non la ricerca fondamentale', ha detto Betty Felenbok, biologo all'università di Parigi-sud. Gli scienziati sono anche insoddisfatti perché il governo non ha tenuto in alcun conto le 24 proposte della comunità scientifica sul problema. Le proposte, nate dalle consultazioni nella comunità scientifica per riformare il quadro scientifico francese, affrontano temi quali il processo di valutazione nelle università e nei centri di ricerca, il livello dei finanziamenti, l'aumento dei posti, le condizioni di lavoro, il reclutamento di giovani ricercatori. SLR (Sauvons la recherche) riconosce che la legge contiene anche aspetti positivi: 'Il ministero ha infine accettato di includere il dottorato negli accordi collettivi e ha riconosciuto il problema della copertura sociale per i postlaureati e i dottorandi', ha detto Alain Trautmann, portavoce dell'organizzazione. 'Abbiamo anche ottenuto di ridurre il carico amministrativo, ma quel che abbiamo ottenuto è ben poca cosa rispetto al nostro obiettivo iniziale', ha aggiunto. 'Non cesseremo la nostra lotta fino a quando il governo non presenterà una proposta più vicina alle nostre richieste', ha messo in chiaro Trautmann. Nel corso del mese di febbraio i due ministri direttamente interessati, François d'Aubert e François Fillon, si riuniranno con i rappresentanti del comitato d'iniziative e proposte, i sindacati e le istituzioni di ricerca pubbliche e private per tentare di risolvere le controversie sulla proposta di legge. In una intervista rilasciata il 9 febbraio al quotidiano Le Figaro, il ministro per la Ricerca François d'Aubert ha riaffermato il suo impegno per il finanziamento della ricerca di base, e ha detto al giornale che il ministero farà del suo meglio per dissipare i timori che il governo intenda dare la priorità all'innovazione piuttosto che alla ricerca di base.

Paesi

Francia