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La nuova comunicazione dell'UE sul mutamento climatico spinge ad una maggiore innovazione

L'Europa deve dare l'esempio nella lotta contro il mutamento climatico: è quanto ha dichiarato solennemente il commissario dell'UE per l'Ambiente Stavros Dimas nel dare notizia della comunicazione che delinea le future politiche sul cambio climatico a partire dal 2012, quando ...

L'Europa deve dare l'esempio nella lotta contro il mutamento climatico: è quanto ha dichiarato solennemente il commissario dell'UE per l'Ambiente Stavros Dimas nel dare notizia della comunicazione che delinea le future politiche sul cambio climatico a partire dal 2012, quando terminerà il primo periodo di impegni assunti nel quadro del protocollo di Kyoto. La relazione, intitolata 'Winning the battle against climate change', dà la priorità all'incentivazione delle nuove tecnologie mettendo l'accento su una maggiore innovazione nello sviluppo e nella messa in atto di soluzioni maggiormente ecocompatibili. Essa invita inoltre ad una ricerca più concentrata e ad una più intensa collaborazione con i paesi terzi per il trasferimento di tecnologie e la cooperazione per la ricerca scientifica e lo sviluppo. 'Lottare contro il mutamento climatico non è una scelta, ma una imprescindibile necessità', ha dichiarato Dimas. Secondo il documento della Commissione, il passaggio ad una società imperniata sulla compatibilità climatica offre all'UE opportunità economiche e ne rafforza l'agenda di Lisbona. 'Il tempestivo sviluppo e commercializzazione di tecnologie compatibili con il clima darebbe all'UE il 'vantaggio del pioniere' e le permetterebbe di catturare nuovi mercati quando crescerà la domanda mondiale di queste tecnologie', ritiene la Commissione. La relazione pertanto chiede che siano sviluppate e integrate rapidamente nuove tecnologie compatibili con il clima. Grazie ai tempestivi programmi di sostegno, le aziende europee dominano già il mercato delle apparecchiature per la produzione di energia eolica, mercato che vale 8 miliardi di euro all'anno e cresce ad un tasso annuale del 30%. Molte tecnologie compatibili con il clima esistono già o sono ad uno stadio pilota avanzato, dichiara la Commissione, che ne elenca 15 che hanno già dato prova della loro sostenibilità commerciale. Tra queste tecnologie, che dovrebbero contribuire in modo significativo a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, si trovano quelle che migliorano l'efficienza e fanno risparmiare energia (per esempio, veicoli che consentono una maggiore economia di carburante, minore ricorso alle autovetture, edifici più efficienti dal punto di vista energetico, maggiore efficienza delle centrali elettriche); quelle che decarburano la produzione di elettricità e i combustibili (per esempio, sostituzione del carbone con gas naturale, conservazione del carbonio catturato nelle centrali elettriche, conservazione del carbonio catturato nelle centrali a idrogeno, conservazione del carbonio catturato negli stabilimenti per la produzione di combustibile di sintesi, fissione nucleare, elettricità eolica, elettricità fotovoltaica, idrogeno rinnovabile, biocombustibili); o quelle che migliorano i pozzi naturali d'assorbimento del carbonio (tramite una migliore gestione delle foreste e la gestione agricola dei terreni). Per fare avanzare lo sviluppo di queste tecnologie, occorre un quadro politico idoneo, afferma la Commissione, encomiando il programma di scambio delle emissioni dell'UE che ha già creato incentivi economici per tagliare le emissioni e quindi ha agevolato il ricorso a tecnologie compatibili con il clima. Ma occorrono maggiori sforzi per sostenere la riduzione del costo dell'elettricità prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili. Anche le tecnologie relative alla cattura ed alla conservazione del carbonio devono essere incoraggiate. 'Per le future tecnologie, quelle da usare nella seconda metà del secolo, occorrerà maggiore ricerca', sottolinea il documento. 'I bilanci per clima, energia, trasporti e ricerca sulla produzione e il consumo devono essere aumentati in modo significativo negli Stati membri e nel prossimo Settimo programma quadro (7PQ) dell'UE di ricerca e sviluppo'. Il 7PQ si occuperà della ricerca e sviluppo (R&S) di tecnologie amiche del clima, offrendo opportunità nei settori dell'energia, dei trasporti, dell'agricoltura e dell'industria, aggiunge la comunicazione. In futuro la ricerca dovrà essere più concentrata e diretta al miglioramento delle conoscenze sul cambiamento climatico, occupandosi degli impatti mondiale e regionale e sviluppando strategie con buon rapporto costo/efficienza, ritiene la Commissione. 'Dovrebbe essere perseguita anche l'eliminazione delle strozzature che impediscono il dispiegamento di nuove tecnologie e iniziative esistenti o promettenti (ad esempio la valutazione del potenziale di un mercato comunitario per i certificati verdi; la rapida attuazione del piano di azione per la tecnologia ambientale)', prosegue il documento. Quanto alla cooperazione con i paesi terzi, la relazione suggerisce che dovrebbe essere promossa tramite un programma strategico per migliorare e potenziare il trasferimento di tecnologia e la cooperazione scientifica per la R&S sulle tecnologie verdi a basso livello di emissioni a effetto serra nel campo dell'energia, dei trasporti, dell'industria e dell'agricoltura. 'È importante che i politici a tutti i livelli creino un chiaro quadro politico a lungo termine per indirizzare gli investimenti nella direzione di un'economia a bassa emissione di carbonio. Le aziende hanno bisogno di un quadro stabile e a lungo termine per decidere i loro investimenti', conclude la relazione.