Ottima risposta all'indagine sulla eAccessibility
L'Unione europea ha pubblicato i risultati della consultazione pubblica, svolta in gennaio, sulle misure di eAccessibility volte a garantire che anziani e disabili beneficino delle tecnologie dell'informazione e comunicazione (TIC). I risultati confermano l'importanza attribuita dalle parti interessate ai contratti di appalto pubblici. Secondo il 90 per cento degli intervistati, i requisiti per rendere beni e servizi TIC accessibili a tutti dovrebbero essere definiti in contratti di appalto pubblici. Sempre secondo gli intervistati, che comprendono enti pubblici, società fornitrici di beni e servizi TIC, università, associazioni di categoria e gruppi di utenti, spetta alla Commissione prendere l'iniziativa e proporre misure al riguardo. Le parti interessate ritengono inoltre che sia necessario promuovere l'interoperabilità di beni e servizi TIC nonché un'azione di armonizzazione dei requisiti tecnici in tal senso sia all'interno che all'esterno dell'UE. Nonostante il sondaggio riveli una forte preferenza per una certificazione di prodotto o un sistema di "etichettatura" di qualche tipo, gli intervistati appaiono divisi circa la volontarietà o obbligatorietà di tale sistema, o se non si debba piuttosto ricorrere ad un'autocertificazione con controlli. "Si trattava della nostra prima consultazione pubblica online sulla eAccessibility, e i risultati superano di gran lunga le nostre aspettative, per tutti i gruppi obiettivo", ha affermato Viviane Reding, Commissario europeo per la Società dell'informazione e i mezzi di comunicazione. "Le osservazioni riportate da esperti e parti interessate offrono chiare argomentazioni sociali, etiche ed economiche per proseguire nello sforzo di portare i benefici delle TIC ai 90 milioni di cittadini comunitari che sono attualmente impossibilitati a usufruirne pienamente. Rendere accessibile a tutti la società dell'informazione è per me tanto una necessità sociale quanto un obiettivo economico. Maggiore è l'accessibilità delle nuove tecnologie, maggiori saranno i loro potenziali mercati", ha aggiunto il Commissario. La politica di eAccessibility della Commissione punta all'abbattimento delle barriere dovute a un'inappropriata progettazione di prodotti e servizi TIC, in particolare per i disabili e gli anziani. Essa fa affidamento su vari strumenti per arrivare ad un'armonizzazione volontaria delle norme fra gli Stati membri, incoraggiando al contempo le iniziative del settore. Misure supplementari mirano a promuovere lo sviluppo di norme tecniche che facilitino l'accesso, a insegnare le eSkills, ad accrescere pratiche progettuali "aperte a tutti", a sviluppare l'applicazione di accessibilità alla rete, a incoraggiare gli Stati membri dell'UE a condividere le buone prassi, e a stimolare la ricerca sull'accessibilità e gli sviluppi tecnologici nel campo delle TIC. Ulteriori proposte per il miglioramento della eAccessibility saranno riportate in un comunicato della Commissione previsto per il prossimo settembre.