I cittadini concludono la valutazione dei progetti del 5PQ con una dichiarazione sulla città del futuro
Un'iniziativa unica nel suo genere, che ha coinvolto un gruppo di normali cittadini europei nella valutazione dei risultati dei progetti comunitari di ricerca dell'UE, si è conclusa con la presentazione di una dichiarazione sulla città del futuro. Motore dell'iniziativa è il progetto RAISE, finanziato dall'UE, il cui titolo completo - Raising citizens' and stakeholders' awareness and use of new regional and urban sustainability approaches in Europe, ossia sensibilizzazione e maggiore uso da parte dei cittadini e delle parti interessate di nuovi approcci alla sostenibilità regionale e urbana in Europa - offre un quadro chiaro di quanto previsto. Ai 26 partecipanti (provenienti da ciascuno Stato membro e dalla Romania) è stato chiesto di valutare l'accoglimento e l'utilizzabilità pratica dei risultati di ricerca dell'UE per quanto concerne lo sviluppo urbano sostenibile. Anche se l'area di ricerca interessata è piuttosto circoscritta, il funzionario scientifico della Commissione responsabile del progetto RAISE, Eric Ponthieu, è convinto che il progetto verrà ripetuto, visto il successo ottenuto. "Rappresentiamo il dieci per cento della popolazione più ricca al mondo e finora siamo i peggiori quanto a sostenibilità. È il momento di agire. È assolutamente necessario cambiare le nostre abitudini di mobilità quotidiana, occorre imporre restrizioni sull'uso individuale dell'automobile e fare dell'utilizzo responsabile del suolo il principale obiettivo di pianificazione urbanistica. I partecipanti hanno esaminato progetti in quattro aree di ricerca per elaborare una propria opinione: gestione urbanistica, trasporto sostenibile, ambiente costruito in modo sostenibile, e patrimonio culturale. Sulla gestione urbanistica, il campione rappresentativo ha concluso che occorre ascoltare la voce dei cittadini sia dei vecchi e che dei nuovi Stati membri. La fiducia può crescere solo se è reciproca. Desmond O'Toole, rappresentante irlandese dell'iniziativa, ha sottolineato che uno dei primi elementi che la Commissione deve cambiare è il modo di presentare i fatti. Ha suggerito di "non parlare con un linguaggio tecnocratico". Pur apprezzando gran parte della ricerca svolta, O'Toole ha fatto notare che "non ci si è rivolti con l'entusiasmo che ci saremmo aspettati" alle persone che non sono addentro alla materia e che non hanno necessariamente accesso a Internet e altre fonti di informazione. Desmond O'Toole è stato anche uno dei molti partecipanti a sostenere che, secondo lui, questo progetto non si concluderà con la stesura della dichiarazione. Spetta a ognuno di noi, una volta tornati alle rispettive comunità locali, mobilitarsi per una maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione urbanistica, ha concluso. Anche Marika Mirti, giornalista e grafica della Slovenia, con la frase "Non mi fermerò qui" ha promesso di continuare a partecipare alle questioni concernenti l'UE. "La ricerca in futuro non dovrà dedicarsi soltanto a problemi tecnici, ma anche a fattori socioeconomici come i motivi che inducono i cittadini a utilizzare un determinato mezzo di trasporto e gli elementi che potrebbero contribuire a modificare le abitudini", ha affermato riassumendo il lavoro del gruppo per la mobilità sostenibile. Riferendosi a un ambiente costruito in modo sostenibile, Nuno Gouveia, architetto portoghese, ha affermato: "Apprezziamo quello che i progetti di ricerca hanno portato avanti, ma in quanto cittadini sentiamo che ci mancano le conoscenze". Una raccomandazione importante formulata da Gouveia, che ha inoltre chiesto di esplorare nuovi sistemi per la diffusione delle informazioni sulla sostenibilità, riguarda gli spazi riadattati, che devono assumere maggiore importanza rispetto a quelli nuovi. Una comunicazione più adeguata attenuerebbe il conflitto tra responsabili politici e cittadini, ad esempio in merito alle nuove politiche sull'espansione urbana. Ilze Gabrane, impiegata amministrativa lettone, è stata l'ultima del gruppo a intervenire il 5 dicembre scorso. Intervenendo in merito alla ricerca sul patrimonio culturale, ha sottolineato che i risultati dovrebbero essere divulgati in maniera più partecipativa. In realtà questa è stata la sua prima partecipazione a un progetto comunitario e l'esperienza ha fatto capire a lei e agli altri membri del gruppo quanto sia limitata la loro conoscenza di ciò che avviene nell'UE, ha affermato. Valutando i progetti di ricerca dell'UE sul patrimonio culturale, secondo Ilze Gabrane l'Europa ha molto di cui essere fiera, ma non fa abbastanza per conservare il proprio patrimonio. Ha invitato a prestare maggiore attenzione al patrimonio culturale intangibile, come le lingue, sostenendo che la maggior parte della ricerca comunitaria in quest'ambito è stata svolta unilateralmente, occupandosi soprattutto degli aspetti tecnici. In una raccomandazione rivolta direttamente alla Commissione, Ilze Gabrane ha richiesto il finanziamento della riapplicazione dei risultati e delle conoscenze esistenti. "Riteniamo che non vengano usati del tutto", ha affermato. Ha inoltre spiegato le ragioni della maggiore cooperazione auspicata fra le direzioni generali della Commissione, in particolare fra quelle che si occupano di ricerca e di istruzione e cultura. Benché la risposta della Commissione non sia stata ancora formalizzata, Eric Ponthieu ha suggerito non solo che l'esperienza possa ripetersi in altre aree di ricerca dell'UE, ma che l'iniziativa debba essere utilizzata per incoraggiare i governi locali ad adottare un approccio ai processi decisionali che tuteli la partecipazione dei cittadini. Eric Ponthieu ha inoltre promesso di avvalersi della dichiarazione nella fase di selezione del contenuto per il Settimo programma quadro (7PQ), attualmente in discussione. "Siamo ancora in una posizione in cui è possibile inserire l'impatto dei cittadini nel programma", ha concluso. Il progetto RAISE si concluderà fra sei mesi e in questo periodo lavorerà alla diffusione della dichiarazione fra il maggior numero possibile di cittadini, per informarli del successo di tale approccio.