Le proposte di bilancio del Regno Unito prevedono un aumento del 75 per cento dei fondi comunitari per la ricerca
Nonostante le ultime proposte della Presidenza britannica per il prossimo bilancio abbiano già incontrato molte resistenze, la comunità della ricerca europea accoglie invece con soddisfazione l'inclusione di disposizioni volte a garantire un consistente aumento dei finanziamenti destinati alla ricerca nell'Unione europea nel corso dell'esercizio finanziario. Nella sezione dedicata alla competitività per la crescita e l'occupazione (1a), la proposta del Regno Unito sostiene che sarebbe auspicabile conferire particolare importanza ad un sostanziale potenziamento degli sforzi comunitari nel settore della ricerca, generalmente riconosciuta come uno dei motori più promettenti ed efficaci dell'innovazione e della crescita. Il Regno Unito raccomanda pertanto di aumentare i finanziamenti comunitari da destinare alla ricerca affinché tali risorse aumentino del 75 per cento in termini reali dal 2006 al 2013. La proposta aggiunge che questo sforzo di ricerca, concentrato principalmente nell'ambito del Settimo programma quadro (7PQ), dovrà fondarsi sull'eccellenza e, allo stesso tempo, garantire la partecipazione equilibrata di tutti gli Stati membri. Secondo dichiarazioni rilasciate al Notiziario CORDIS da un portavoce di Janez Potocnik, il commissario alla Scienza e alla ricerca dell'UE sta ancora esaminando la proposta poiché alcuni aspetti non risultano chiari, ma è molto compiaciuto del fatto che la Presidenza britannica abbia riconosciuto la ricerca quale elemento essenziale della competitività. La proposta è ancora al vaglio della Commissione allo scopo di determinare cosa significhi esattamente un aumento di bilancio del 75 per cento su sette anni: infatti non è chiaro se tale incremento sarà progressivo o concentrato alla fine del periodo. La proposta britannica invita inoltre la Commissione e la Banca europea per gli investimenti a prendere in considerazione la possibilità di accrescere il loro contributo alla ricerca fino a dieci milioni di euro grazie a una modalità di finanziamento con componenti di ripartizione del rischio. Tale misura sarebbe finalizzata ad incoraggiare ulteriori investimenti nel settore privato. Il Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre è seguito con viva partecipazione in tutta Europa. Il professor Jean-Patrick Connerade, presidente di Euroscience, organizzazione che riunisce ricercatori, giornalisti scientifici, responsabili decisionali e persone interessate nella ricerca provenienti da 40 paesi europei, ha esortato il Consiglio a dare seguito alle dichiarazioni rilasciate in passato sull'importanza della ricerca. "Invito caldamente i capi di governo a ricordare gli obblighi assunti a Lisbona e a garantire che il bilancio per la ricerca sia tutelato nell'ambito delle prospettive finanziarie complessive dell'Unione. La Presidenza britannica ha riconosciuto la priorità della ricerca per il futuro dell'Unione e mi auguro sinceramente che il sostegno degli altri capi di governo sia altrettanto valido. Nei prossimi anni l'Unione europea dovrà affrontare sfide fondamentali e la ricerca è un settore che possiamo sviluppare partendo da solide basi. Il nostro benessere economico dipende dagli investimenti in ricerca e sviluppo, sia nel presente che nel futuro". Tuttavia la proposta della Presidenza britannica è attaccata da tutti i fronti. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha definito la proposta di bilancio "inadeguata", riferendosi ad un taglio di 273 miliardi di euro rispetto alla proposta originale della Commissione. I ministri di vari paesi, in particolare Polonia e Francia, hanno respinto una proposta che, a loro giudizio, peggiorerà ulteriormente la situazione degli Stati più poveri e migliorerà solo quella del Regno Unito. Inoltre la maggior parte dei paesi auspica che il Regno Unito rinunci almeno in parte alla propria correzione.
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Regno Unito