Ricercatore svedese svela progetti su un possibile insediamento lunare
Stabilire una colonia sulla luna potrebbe sembrare ai più un argomento da fantascienza, ma non allo scienziato dei materiali Niklas Järvstråt, che sta collaborando con circa 60 partner internazionali per realizzare proprio questo obiettivo. Ambizioso? "è logico, sostenibile e perfettamente alla nostra portata, sotto il profilo sia materiale che finanziario", afferma il dottor Järvstråt. "Perché trattare un progetto spaziale come un'unità usa e getta, quando è possibile costruire una base che può prosperare, espandersi e ampliare la presenza benevola dell'uomo nello spazio?" si chiede. Benché il concetto di colonia lunare possa sembrare piuttosto bizzarro a molti lettori, lo scienziato svedese, che lavora presso l'Università ovest di Trollhättan, non è l'unico a lavorarci sopra - ci sono circa 60 partner internazionali impegnati sullo stesso progetto. E il dottor Järvstråt non è nemmeno l'unico che parla pubblicamente di andare a vivere sulla luna. Nel gennaio 2004 il Presidente americano George Bush ha annunciato un nuovo programma spaziale che comprende l'utilizzo della luna quale base per l'esplorazione di altri pianeti. Interpellato sull'opportunità che le sue idee possano essere usate per competere con gli americani, il dottor Järvstråt ha ammesso che, date le dimensioni ridotte del suo paese, sarebbe "necessario collaborare" con gli Stati Uniti. "La Svezia è un paese troppo piccolo per avere la propria colonia indipendente", ha osservato. Pur essendo un piccolo Stato, la Svezia ha tuttavia contribuito enormemente al progresso in campo spaziale. SMART-1, l'unica navicella spaziale attualmente in orbita attorno alla luna, è stata costruita da un'impresa svedese per conto dell'Agenzia spaziale europea (ESA). Circa due terzi dei partner del progetto sono europei, e la maggior parte dei rimanenti proviene dagli Stati Uniti o dal Canada. Il consorzio comprende anche un partner giapponese. Il dottor Järvstråt ha avuto contatti con la NASA e afferma di aver ottenuto un riscontro positivo alle proprie idee. Nel 2000 il suo progetto ha ricevuto una sovvenzione indiretta dalla NASA; il finanziamento non poteva essere concesso all'estero, e quindi è stato assegnato a un partner statunitense con cui il dottor Järvstråt stava collaborando. L'aspetto della colonia che ancora richiede il maggior lavoro di ricerca è l'autosufficienza. L'ossigeno non sarebbe un problema, e l'idrogeno è presente sui poli lunari, quindi anche l'acqua potrebbe essere resa disponibile. Il problema maggiore, secondo il dottor Järvstråt, è l'assenza di azoto. Senza l'azoto, sarebbe molto difficile coltivare vegetali sul suolo lunare, come ipotizza il dottor Järvstråt. La sua soluzione consiste nel ricavare l'azoto dalle meteoriti. Diversi studi compiuti sul suolo lunare hanno dimostrato che quest'ultimo è composto da un accumulo di detriti provenienti da meteoriti, e forse da comete, che si sono schiantate sul suolo lunare nell'arco di 4,4 miliardi di anni. Sono inoltre stati rilevati gas e polveri sottili provenienti dallo spazio interstellare e soprattutto dal vento solare. Le ricerche indicano che è stato l'impatto delle meteoriti a dare luogo ai sedimenti di azoto presenti nel suolo lunare, in quanto tale sostanza è stata ritrovata in determinati luoghi ma non in altri. Il dottor Järvstråt auspica una colonia iniziale composta da 500 persone fino al raggiungimento della piena autosufficienza, dopo di che l'insediamento avrebbe la possibilità di crescere. Il dato complessivo è simile a quello proposto dalla NASA, con l'eccezione che il piano statunitense prevede l'invio di piccoli gruppi di persone, che si alternerebbero ad altre nella colonia lunare fino al raggiungimento dell'autosufficienza. La colonia verrebbe insediata nel sottosuolo. Per quanto riguarda la tempistica, il piano statunitense prevede di avviare la costruzione della colonia nel 2018, e il dottor Järvstråt ritiene che la data sia realistica. Se il consorzio del dottor Järvstråt volesse collaborare, dovrebbe tuttavia iniziare col reperire finanziamenti sicuri. Sono in corso trattative con varie fonti ma nessun finanziamento è stato finora garantito. Il gruppo che lavora al progetto ha presentato svariate proposte alla Commissione europea a titolo dei programmi quadro per la ricerca nell'arco degli ultimi sei-sette anni, ma finora nessuna è andata a buon fine. Tuttavia, il dottor Järvstråt si dice fiducioso nella possibilità di reperire finanziamenti, e dichiara che le analisi delle proposte di progetto da parte dei valutatori dell'Unione stanno migliorando. Secondo il dottor Järvstråt, una volta raggiunta l'autosufficienza, la colonia manterrebbe rapporti molto stretti con la Terra, in particolar modo per quanto riguarda gli scambi. La colonia lunare contribuirebbe allo sviluppo di attività scientifiche e di ricerca, ad esempio nei campi della fornitura di energia alternativa e dei materiali strutturali per navicelle spaziali e satelliti. Il dottor Järvstråt nutre inoltre nobili ambizioni per quanto riguarda ciò che la colonia potrebbe fare a favore dell'umanità: "In quest'epoca di potenziale penuria di combustibili fossili, minacce di riscaldamento terrestre, scontri di culture ed esplosione demografica, il progetto potrebbe porre un freno allo sfruttamento eccessivo della Madre Terra, unendo nella cooperazione e nella comprensione reciproca governi e nazioni, scienziati e persone comuni", si legge in un comunicato stampa sull'iniziativa. In un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS, il dottor Järvstråt ha inoltre citato altre motivazioni che indurrebbero a recarsi sulla luna per stabilirvi una colonia. Ritiene che l'umanità debba espandersi nello spazio, e che una colonia lunare rappresenti una soluzione eccellente per gestire le risorse limitate della Terra. Sottolinea inoltre l'aspetto del divertimento insito nell'abitare sulla luna. La gravità lunare è un sesto di quella terrestre, perciò il dottor Järvstråt sostiene che si potrebbero sviluppare numerosi nuovi sport interessanti. Osserva inoltre che volare rappresenterebbe un'eventualità realistica per gli abitanti della luna. Alla domanda se stia pertanto immaginando una colonia composta da persone molto attive e amanti dello sport, il dottor Järvstråt ha sottolineato che gli anziani e i disabili avrebbero anch'essi maggiore facilità di movimento sulla luna, grazie all'assenza di gravità. Resta ancora da scoprire se il dottor Järvstråt e i suoi colleghi riusciranno a trovare volontari a sufficienza per dare vita a una colonia ubicata a 384.400 km di distanza dal pianeta Terra. Posto di fronte al fatto che l'ambiente lunare non sarebbe particolarmente stimolante per gli abitanti, ha affermato che la colonia sotterranea avrebbe le proprie zone agricole, che potrebbero fungere da parchi. Se verranno reperiti i necessari finanziamenti, nel 2006 inizierà lo studio di fattibilità, cui seguirebbe un dimostratore di sistema che rimarrebbe in funzione dal 2009 al 2012 sulla Terra. La fase successiva sarebbe rappresentata dalla creazione di un validatore terrestre posto sulla luna, dal 2013 al 2019, mentre la fase di costruzione e di immigrazione si estenderebbe dal 2018 al 2024. La colonia lunare autosufficiente diventerebbe pienamente operativa nel 2025.
Paesi
Svezia