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Contenuto archiviato il 2023-03-02

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Il progetto BEE SHOP al lavoro per evitare la contaminazione del miele

Il miele è uno degli alimenti più antichi dell'umanità. L'apicoltura, la scienza dell'allevamento delle api, ebbe inizio nei primi periodi preistorici ed esistono molti miti ad essa collegati. Persino nella tomba di Tutankhamon in Egitto è stato trovato del miele, mentre oggi ...

Il miele è uno degli alimenti più antichi dell'umanità. L'apicoltura, la scienza dell'allevamento delle api, ebbe inizio nei primi periodi preistorici ed esistono molti miti ad essa collegati. Persino nella tomba di Tutankhamon in Egitto è stato trovato del miele, mentre oggi l'apicoltura è una professione e un hobby in tutta Europa e anche fuori di essa. Esistono numerose normative europee e nazionali che disciplinano la qualità del miele, ma a causa del crescente inquinamento ambientale e dell'incremento dell'utilizzo di prodotti agrochimici, il miele rischia di essere contaminato. Un'ulteriore minaccia è costituita dalla grande varietà di sostanze chimiche utilizzate per curare le malattie delle api domestiche, sostanze che possono contaminare il miele con composti altamente tossici. Il progetto BEE SHOP riunisce nove importanti gruppi di ricerca sulle api mellifere e partner industriali europei in una rete finanziata nell'ambito della priorità tematica "Qualità e sicurezza alimentare" del Sesto programma quadro (6PQ). La principale ambizione del progetto è ridurre le potenziali fonti di contaminazione del miele causate dal fatto che le api si nutrono di nettare contaminato con insetticidi e dalla cura delle loro malattie per mezzo di prodotti chimici (chemioterapia). "Poiché è stato riscontrato un aumento delle malattie delle api, sono stati sviluppati nuovi tipi di chemioterapia", ha spiegato il prof. Robin Moritz, coordinatore del progetto, al Notiziario CORDIS. "La maggior parte delle api è normalmente soggetta a contrarre malattie, ma alcuni ceppi lo sono meno di altri e noi cerchiamo proprio questi", ha aggiunto. Il progetto ha l'obiettivo molto ambizioso di eliminare totalmente la necessità di sostanze chimiche per controllare tali malattie. Il gruppo di ricercatori spera inoltre di identificare nel miele composti che curino queste malattie, isolare i geni che determinano la resistenza a queste ultime, studiare soluzioni per evitare che le api si cibino di nettare contaminato e sviluppare nuove tecniche di apicoltura per ridurre la propagazione delle malattie all'interno e tra le varie colonie. Tutti gli obiettivi del progetto BEE SHOP, in modi diversi, hanno il fine ultimo di migliorare e garantire la qualità del miele. "La catena alimentare del miele verrà pertanto meticolosamente analizzata, dall'arnia fino ad ogni singola gocciolina di nettare di fiore di cui si nutre ogni ape operaia. Verrà esaminata ogni fase della catena alimentare per ridurre il livello di contaminazione", affermano i partner del progetto. Finora non è esistito alcun metodo standard per i controlli di qualità, ed è proprio di questo che si occuperanno gli studiosi. Una componente particolarmente innovativa del progetto sarà l'utilizzo del genoma delle api domestiche per sviluppare strumenti molecolari per il controllo dell'accoppiamento e per la selezione delle colonie resistenti alle malattie. Alcune api sono dotate di particolari geni che controllano la resistenza a specifiche malattie. La possibilità di controllare l'accoppiamento e di selezionare le colonie più resistenti eliminerebbe completamente la necessità del ricorso alla chemioterapia. I programmi di selezione attuati in precedenza hanno dato risultati solo parzialmente positivi, principalmente perché i test e le procedure di selezione richiedono molto tempo, in genere due anni per generazione. Inoltre, poiché l'ape regina e il fuco si accoppiano in volo, a circa 20 metri da terra, controllare l'accoppiamento è difficile. Un altro modo per evitare che il miele venga contaminato è controllare il comportamento delle api quando si nutrono di nettare e quindi le fonti a patire dalle quali il miele viene prodotto. Il gruppo di ricerca individuerà quindi i geni che controllano i meccanismi comportamentali e psicologici delle api. In genere la maggior parte dei gruppi di ricerca europei sulle api mellifere lavora in modo indipendente, per quanto nell'ambito del Quarto e Quinto programma quadro dell'UE siano state finanziate reti di collaborazione. Riunire questi gruppi presenta vantaggi per tutti i partecipanti. "Vi sono gruppi di studiosi di livello internazionale sparsi su tutto il territorio europeo. Questo progetto li riunisce tutti e certamente ci offre il vantaggio di poter integrare le nostre competenze e esperienze con quelle di altri ricercatori", ha detto il prof. Moritz.

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