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Contenuto archiviato il 2023-03-02

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La commissione parlamentare sull'ambiente assume una posizione ferma sul REACH

La commissione sull'ambiente del Parlamento europeo si è mostrata ferma in sede di seconda lettura della proposta REACH sulla regolamentazione delle sostanze chimiche, adottando una posizione meno flessibile rispetto al Consiglio. I deputati europei hanno chiesto che le sostan...

La commissione sull'ambiente del Parlamento europeo si è mostrata ferma in sede di seconda lettura della proposta REACH sulla regolamentazione delle sostanze chimiche, adottando una posizione meno flessibile rispetto al Consiglio. I deputati europei hanno chiesto che le sostanze più pericolose vengano sostituite ovunque possibile e che vengano sottolineati il principio del dovere di vigilanza e l'esigenza di promuovere alternative alle sperimentazioni sugli animali. Il voto della commissione è stato accolto con reazioni contrastanti. I deputati europei hanno chiesto che l'utilizzo di sostanze che causano tumori, problemi riproduttivi o problemi sanitari persistenti nell'uomo sia autorizzato soltanto a tre condizioni: che non esistano adeguate sostanze o tecnologie alternative; che sia dimostrato che i rischi esistenti sono ampiamente controbilanciati da vantaggi sociali o economici; e che il rischio sia «adeguatamente controllato». La commissione sull'ambiente ha anche cercato di ridurre l'impatto che la legislazione probabilmente avrà sulle sperimentazioni sugli animali affermando che il progetto REACH dovrebbe promuovere test che non utilizzano animali. I deputati europei hanno anche sottolineato che la Commissione europea, gli Stati membri dell'UE e il settore industriale dovrebbero stanziare maggiori risorse per la progettazione, la convalida e l'adozione di test che non implichino il ricorso ad animali. Hanno inoltre chiesto che il Centro europeo per la convalida di metodi alternativi, facente parte del Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione, sia consultato in merito a proposte di sperimentazione sugli animali. Il sistema REACH ha fortemente diviso i deputati europei, con molti Verdi, liberali e socialisti schierati a favore della posizione della commissione sull'ambiente, mentre il gruppo PPE-DE si è dichiarato contrario alla «burocrazia» che a suo parere gli altri gruppi intendono introdurre. Per questo non è sicura l'adozione della relazione della commissione da parte dell'intero Parlamento. Orgalime, l'organismo che rappresenta 35 federazioni commerciali e circa 130 000 aziende, ha criticato le decisioni della commissione, affermando che alcune disposizioni sono inattuabili in aree «chiave per la competitività delle nostre industrie, che operano su mercati globali altamente competitivi». L'organizzazione precisa inoltre: «impianti legislativi complessi e ambiziosi come il progetto REACH dovrebbero sostenere anziché ostacolare la capacità d'innovazione delle industrie ingegneristiche europee.» L'UEAPME, l'associazione di rappresentanza delle piccole e medie imprese (PMI), si è espressa in termini leggermente più positivi, accogliendo con favore i chiarimenti sulla condivisione dei costi e il sostegno dei parlamentari a proposte che facilitino l'attuazione del regolamento REACH da parte delle imprese di piccole dimensioni. Altri requisiti, riguardanti la notifica e Ie relazioni sulla sicurezza chimica di sostanze prodotte in minori quantità, sono stati invece accolti meno favorevolmente. Secondo Guido Lena, direttore dell'UEAPME per la politica ambientale, tali requisiti «vanificano tutti gli sforzi fatti per assistere le PMI nell'attuazione del regolamento REACH». Positiva è stata invece la reazione del WWF, che ha dichiarato: «Le organizzazioni per la tutela dell'ambiente, delle donne, della salute e dei consumatori considerano il voto di oggi della commissione per l'ambiente sulla nuova legislazione in materia di sostanze chimiche (REACH) come un passo fondamentale verso la tutela della salute e dell'ambiente dalla contaminazione chimica.» Il voto del Parlamento sul progetto REACH è previsto per il 14 novembre, e il risultato verrà poi probabilmente sottoposto al Consiglio per la competitività il 4 dicembre.

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