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La Commissione approva una proposta per l'IET in previsione del vertice di Lahti

La Commissione europea ha approvato una proposta sulla creazione dell'Istituto europeo di tecnologia (IET), che José Manuel Barroso, presidente della Commissione, spera otterrà l'approvazione dei capi di Stato e di governo europei in occasione della loro riunione informale pre...

La Commissione europea ha approvato una proposta sulla creazione dell'Istituto europeo di tecnologia (IET), che José Manuel Barroso, presidente della Commissione, spera otterrà l'approvazione dei capi di Stato e di governo europei in occasione della loro riunione informale prevista a Lahti, in Finlandia, per il 20 ottobre. I dubbi sollevati dal progetto al momento del suo primo annuncio sono stati superati, secondo il presidente Barroso, che ha presentato la proposta al commissario per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik e a quello per l'Istruzione, la formazione, la cultura e il multilinguismo Jan Figel'. Il presidente ha dichiarato che l'IET «contribuirà ad abbattere le barriere tra la ricerca, l'istruzione e il mondo imprenditoriale» e che rappresenta quindi «una soluzione europea ad un problema europeo». Egli ha anche definito l'Istituto come «un fiore all’occhiello dell'innovazione europea». La creazione dell'IET è stata proposta per la prima volta dal presidente della Commissione nel febbraio 2005. Da allora, sono state esaminate numerose tipologie di struttura, con attori in grado di fornire un feedback attraverso una consultazione. La struttura delineata dalla proposta presenta due livelli: un organo amministrativo, dotato di personalità giuridica, e una serie di comunità per la conoscenza e l'innovazione (Knowledge and Innovation Communities, KIC). L'Istituto disporrà di un personale scientifico e di supporto di circa 60 unità, oltre ai 19 membri del consiglio di amministrazione, 15 dei quali esponenti di alto profilo dell'imprenditoria e della comunità scientifica, e quattro rappresentanti del personale e degli studenti delle KIC. Queste ultime sono state definite da Jan Figel' come «qualcosa di più di una rete dalle ampie maglie»: esse riuniranno università, organizzazioni di ricerca e imprese nell'ambito di un partenariato integrato, che dovrebbe successivamente contribuire a tutti i tre elementi del «triangolo della conoscenza»: ricerca, innovazione e istruzione. Il successo dell'IET dipende in parte dal settore industriale, in quanto almeno alcune delle sue risorse saranno fornite dal settore privato. Il presidente Barroso ritiene che ciò non sarà un problema ed ha dichiarato ai giornalisti di aver incontrato i dirigenti di diverse grandi aziende, che hanno tutte offerto il loro sostegno. Il commissario Figel' ha confermato tale dichiarazione, elencando almeno 12 aziende pronte a sostenere l'IET, tra cui Siemens, Unilever, Nokia, British Petroleum ed Eriksson. La Commissione considera l'IET come una forma di partenariato tra pubblico e privato e spera che i finanziamenti rifletteranno tale profilo. Per quanto riguarda il settore pubblico, le risorse verranno fornite da numerosi stanziamenti di bilancio ma non disporranno di una specifica linea del bilancio europeo in quanto non sono state inserite nelle prospettive finanziarie, cioè il bilancio approvato dall'UE per il periodo 2007-2013. I commissari hanno menzionato il Settimo programma quadro (7PQ), il programma per la competitività e l'innovazione (CIP) e i Fondi strutturali come esempi di fonti di finanziamento che potrebbero essere aperte all'IET su una normale base concorrenziale. Tra le altre fonti esterne di finanziamento elencate nella proposta figurano: - Stati membri, autorità regionali o locali; - capitale di rischio, banche (compresa la Banca europea degli investimenti); - risorse derivanti dall'attività dell'Istituto stesso (ad esempio diritti di proprietà intellettuale); - risorse provenienti da dotazioni accantonate dall'IET. Il bilancio dell'Istituto per il periodo 2008-2013 è stimato a 2,4 Mrd EUR, da attingere dall'intero spettro di risorse descritto, mentre uno stanziamento iniziale di circa 300 Mio EUR verrà fornito dal bilancio comunitario. «Questo è solo l'inizio, ma abbiamo piena fiducia nelle nostre capacità di reperire i fondi» ha affermato il presidente Barroso. «Contiamo sul contributo del settore privato. Ma luogo e risorse non sono le prime condizioni del successo. Dobbiamo prestare maggiore attenzione a idee e concezione, e successivamente si reperiranno i fondi» ha aggiunto il commissario Figel'. La proposta specifica che la struttura giuridica dell'IET sarà definita entro il 2008 e che l'Istituto diverrà operativo nel 2009. Il presidente Barroso prevede che la sua proposta otterrà l'appoggio della maggioranza degli Stati membri, se non di tutti, in occasione del vertice di Lahti. «Per quanto ne so non vi è Stato membro in cui non vengano incoraggiati i finanziamenti privati o partenariati tra pubblico e privato, quindi non capisco perché questi ultimi dovrebbero essere sostenuti a livello nazionale e non a livello europeo, a meno che non manchi la volontà di far funzionare il progetto europeo e di far prosperare la dimensione europea», ha affermato il presidente della Commissione.

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