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Barroso sollecita una maggiore collaborazione per garantire il progresso dell'innovazione

Il 6 dicembre José Manuel Barroso ha dichiarato di fronte ai leader industriali che l'Europa, per rimanere competitiva a livello globale, deve trasformare l'innovazione da parola di moda in realtà concreta. Secondo il presidente della Commissione, occorre a tale scopo collab...

Il 6 dicembre José Manuel Barroso ha dichiarato di fronte ai leader industriali che l'Europa, per rimanere competitiva a livello globale, deve trasformare l'innovazione da parola di moda in realtà concreta. Secondo il presidente della Commissione, occorre a tale scopo collaborare per risolvere il paradosso europeo secondo cui l'Europa dispone delle conoscenze e delle attività di ricerca necessarie ma non riesce a trasporle sul mercato. Ma «il miglioramento delle prestazioni dell'Europa non dipende solo da un maggior numero di start-up o da una migliore protezione dei prodotti finali», ha dichiarato Barroso. «Dipende altresì da tutti gli altri elementi del processo, del quale occorre analizzare l'intera catena.» Tali elementi vanno dal personale, il cui livello di istruzione e competenze deve essere adeguato, alla garanzia della disponibilità dei mezzi necessari per finanziare i progetti giusti. Barroso ha indicato talune «modifiche importanti» e già in atto che contribuiranno, sostiene, ad aprire la strada all'innovazione. Tra queste, l'attuazione dell'iniziativa per il miglioramento della regolamentazione, grazie alla quale si sono eliminate 68 proposte superflue in via di realizzazione, e il piano d'azione per l'innovazione, che delinea 10 punti relativi a settori nei quali si possono conseguire progressi in termini di innovazione. La concorrenza è tuttavia agguerrita, ha ricordato Barroso al pubblico, in particolare tra i nuovi operatori emergenti, che si inseriscono nei mercati ad alto livello e sono in grado di offrire alternative equivalenti a basso costo. «La crescita dei loro investimenti rende necessaria una nostra reazione», ha aggiunto. La chiave di questa nuova reazione è individuare nuove modalità per collaborare e riunire tutti gli elementi necessari all'innovazione. Secondo Barroso, si tratta proprio del ruolo del proposto Istituto europeo di tecnologia, teso a creare delle «comunità della conoscenza e dell'innovazione» coinvolgendo i tre elementi fondamentali del triangolo della conoscenza: università, organizzazioni di ricerca e industria. Barroso ha dichiarato che, con un bilancio proposto di 2,4 Mrd EUR dal 2008 al 2013, l'IET contribuirà a raggruppare il meglio dell'Europa per lavorare sulle tecnologie fondamentali per l'industria. Un'altra iniziativa che aiuterà l'Europa a riunire i principali operatori dell'innovazione è il Settimo programma quadro (7PQ), il cui avvio è ormai prossimo e le cui priorità, ha osservato il presidente della Commissione, sono state elaborate dopo un'attenta consultazione dell'industria. «Il 7PQ affronterà le sfide più importanti in materia di innovazione con progetti aperti ad organizzazioni di ricerca e aziende di tutto il mondo.» Anche le piattaforme tecnologiche europee (PTE) dovrebbero aprire la strada a iniziative future nel settore dell'innovazione e i leader industriali sono già al lavoro per definire i potenziali mercati di punta. Barroso ha indicato che già il prossimo anno si potrebbero condurre azioni pilota per testare tali concetti. Inoltre, il 7PQ prevede il lancio delle prime iniziative tecnologiche congiunte (ITC), che il presidente della Commissione ha descritto come un «ulteriore importante balzo in avanti, con un nuovo tipo di partenariato pubblico-privato». Barroso ha fatto notare che i progressi compiuti nell'ambito del 7PQ saranno completati da altre nuove iniziative quali il programma per la competitività e l'innovazione (CIP) per i programmi di accesso ai finanziamenti, il Consiglio europeo della ricerca (CER) per la ricerca di punta e il fondo del meccanismo di condivisione del rischio per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo molto rischiosi. Il presidente Barroso ha concluso affermando: «È chiaro che in Europa disponiamo del potenziale innovativo... Il punto adesso è come progredire, e in quale misura.»

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