Irlanda, Francia e Regno Unito i migliori dell'UE nel sostenere le nuove imprese
Secondo uno studio, Irlanda, Francia e Regno Unito sono i paesi europei che offrono l'ambiente fiscale e giuridico più favorevole al sostegno del capitale di rischio, mentre Germania, Norvegia, Svezia e i paesi candidati sono ancora in ritardo rispetto agli altri. Tali sono le conclusioni di uno studio svolto dall'Associazione europea del capitale di rischio (European Venture Capital Association, EVCA), che ha esaminato l'ambiente fiscale e giuridico dei 25 Stati membri dell'UE. Nell'ambito dello studio è stata poi elaborata una classificazione basata sul livello di sostegno da essi fornito allo sviluppo di capitale privato e di rischio. Negli ultimi due anni, l'Europa ha compiuto passi avanti realizzando strutture giuridiche che stimolano gli investimenti in capitale di rischio; tuttavia, secondo Javier Echarri, segretario generale dell'EVCA, i governi devono impegnarsi maggiormente nell'incoraggiare l'innovazione. Egli aggiunge che sono stati fatti troppi pochi progressi in materia di incentivi alle nuove aziende per investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), conservazione dei talenti e trasferimenti di tecnologia. La Francia ha ricevuto grandi apprezzamenti per essere passata dalla 10a alla 2a posizione, dopo l'Irlanda. Il segretario Echarri ha fatto riferimento in particolare a misure come incentivi fiscali a piccole e medie imprese (PMI), al sostegno del governo ad agevolazioni basate sul livello dei risultati ottenuti e alla riduzione della pressione fiscale sui diritti di opzione. «Il governo francese ha consapevolmente scelto di incoraggiare l'innovazione», ha spiegato, sottolineando anche i notevoli progressi conseguiti da Spagna e Belgio. Quanto alla Germania, dall'ultimo studio, essa ha accumulato un ritardo ancora maggiore rispetto agli altri paesi, passando dalla 14a alla 20a posizione. Nonostante l'ottimo quadro normativo, il paese non dispone di politiche specifiche mirate ad incoraggiare investimenti in R&S o ad agevolare trasferimenti di tecnologia, spiega Echarri. Inoltre la Germania tassa ancora i capitali di rischio in base alla relative spese di gestione. «Se vogliamo conferire forte impulso alla crescita economica, alla stregua dei paesi che occupano i primi posti della graduatoria EVCA, dobbiamo agire ora», ha affermato Thomas Pütter, presidente dell'Associazione tedesca di capitale di rischio, in una dichiarazione rilasciata il 13 dicembre. Anche Norvegia, Svezia e i nuovi paesi candidati occupano i livelli più bassi della graduatoria, con la Romania all'ultimo posto. Secondo la Deutsche Bank, «Una migliore fornitura di capitale di rischio può soltanto avere effetti positivi. Troppi europei non amano l'idea di essere imprenditori, che veicola meno prestigio sociale rispetto ad altre occupazioni; inoltre, in genere c'è meno indulgenza in caso di fallimento». La Commissione europea è favorevole a promuovere un più ampio settore del capitale di rischio nell'UE allo scopo di competere meglio con gli Stati Uniti nella creazione di nuove aziende per incrementare l'occupazione e la crescita. Una delle strutture che mirano a raggiungere tale obiettivo è EUREKA, la rete paneuropea per la R&S industriale orientata al mercato. Pierre Collowald, responsabile della valorizzazione, ha menzionato il nuovo programma Eurostars, che ha lo scopo di assistere importanti innovatori europei che necessitano di un sostegno finanziario per la rapida introduzione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi.