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Progetto UE mette a punto batterie solari autoricaricabili

Se il telefono cellulare è per voi, come per molti, uno strumento vitale, saprete quanto può essere frustrante avere la batteria scarica e doverla ricaricare. Per risolvere il problema, i ricercatori di EURO-PSB, un progetto finanziato dall'UE, hanno concepito una batteria...

Se il telefono cellulare è per voi, come per molti, uno strumento vitale, saprete quanto può essere frustrante avere la batteria scarica e doverla ricaricare. Per risolvere il problema, i ricercatori di EURO-PSB, un progetto finanziato dall'UE, hanno concepito una batteria ai polimeri contenente celle solari a film sottili integrate, che possono autoricaricarsi quando vengono esposte alla luce naturale. I risultati del progetto, ormai completato, sono pubblicati nella rivista «Solar Energy». Con un peso di appena due grammi e uno spessore inferiore a 1 millimetro, il prototipo di batteria è abbastanza flessibile da potere essere adattato a una vasta gamma di dispositivi elettronici a basso wattaggio, compresi oggetti piani ma flessibili, come una smart card e, potenzialmente, i telefoni cellulari dalle linee curve. Il dispositivo è progettato per garantire che la batteria sia sempre carica al voltaggio ottimale, a prescindere dall'intensità della luce. Ciascuna striscia solare in una cella produce 0,6 volt e la batteria può soddisfare i requisiti del dispositivo, aggiungendo semplicemente ulteriori strisce alla cella. Per prolungare la vita delle celle, vulnerabili alla fotodegradazione dopo solo poche ore di esposizione all'aria, i ricercatori le hanno incapsulate all'interno di un involucro di gas flessibile, che ne ha prolungato la vita di circa 3 000 ore. Gli studiosi affermano che la produzione delle celle solari è redditizia, dato che è possibile stamparle con una macchina «roll-to-roll» a basse temperature. I test sul prototipo stanno dimostrando che le batterie solari costituiscono una reale alternativa a quelle attuali. Sono risultate efficaci in condizioni di luce tenue, come ad esempio i raggi solari che filtrano attraverso una finestra. I ricercatori tuttavia ritengono che la luce artificiale, ad esempio la luce degli uffici, possa essere troppo debole per generare una potenza sufficiente per i telefoni cellulari. Il consorzio del progetto sostiene che una batteria solare potrebbe essere in commercio già agli inizi dell'anno prossimo. Oltre alla tecnologia solare, la VARTA Microbattery, una società tedesca produttrice di batterie e uno dei partner del consorzio del progetto, ha sviluppato anche una batteria a litio polimeri estremamente sottile ed altamente flessibile, già presente sul mercato nel nuovo iPod nano della Apple. La batteria ha uno spessore di 0,1 millimetri, può essere ricaricata più di 1 000 volte, e ha una densità di energia relativamente elevata.

Paesi

Austria, Svizzera, Germania, Estonia, Francia

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