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Indagine rivela che le famiglie europee si stanno progressivamente digitalizzando

Secondo le conclusioni di un'indagine condotta nell'UE, gli sforzi tesi a convincere i cittadini europei a optare per il digitale sembrerebbero sortire i primi risultati. Ne è emerso che più della metà delle famiglie europee ha un computer e precisamente il 4% in più rispetto ...

Secondo le conclusioni di un'indagine condotta nell'UE, gli sforzi tesi a convincere i cittadini europei a optare per il digitale sembrerebbero sortire i primi risultati. Ne è emerso che più della metà delle famiglie europee ha un computer e precisamente il 4% in più rispetto a uno studio analogo condotto alla fine del 2006; inoltre, sempre più persone stanno passando alla banda larga e all'accesso a Internet wireless (senza fili). Nell'ambito dell'indagine svolta sull'e-communication tra le famiglie e pubblicato il 27 aprile («E-Communications Household Survey») sono state intervistate 27 000 famiglie riguardo all'uso del computer e di Internet e al tipo di tecnologia utilizzata per la connessione. Sono state chieste anche informazioni sul sistema di telefonia usato (linee telefoniche fisse, connessioni mobili, o entrambe), sulla tutela della privacy, sulla disponibilità di «pacchetti» di servizi e sull'utilizzo del numero di emergenza europeo. Secondo l'indagine condotta, una media del 54% delle famiglie dell'Unione possiede un computer, un dato che rappresenta un incremento del 4% dalla fine del 2006. I vecchi Stati membri dell'UE tendono a essere più informatizzati (58%) rispetto ai 12 di nuova adesione (39%), una disparità che si accentua se si raffrontano i singoli paesi. Ad esempio, in Danimarca e nei Paesi Bassi l'83% delle famiglie possiede un computer, a fronte di appena il 29% delle famiglie rumene e del 20% di quelle bulgare. L'inchiesta ha inoltre riscontrato un aumento, sebbene modesto, delle persone che si collegano a Internet. Attualmente il 42% delle famiglie dispone di una connessione a Internet in casa propria, un lieve incremento del 2% rispetto al sondaggio precedente. I tassi di penetrazione si confermano massimi nei Paesi Bassi (80%), in Danimarca (77%) e in Svezia (69%), mentre gli indici più bassi, inferiori al 20%, si registrano in Grecia, Slovacchia, Bulgaria e Romania. La banda larga, uno degli indicatori chiave della crescita dell'economia europea della conoscenza, sembrerebbe guadagnare terreno, con il 28% delle famiglie che optano per tale connessione. In tutti i paesi esaminati, ad eccezione di quattro, si è osservato un aumento significativo della quota di abitazioni che dispongono di una connessione a banda larga. I paesi che hanno registrato gli incrementi più evidenti sono gli stessi che lo scorso anno avevano i tassi di penetrazione più elevati, quali Danimarca (+11%), Belgio (+9%), Regno Unito (+9%), Estonia (+9%) e Malta (+9%). Nel contempo, i tassi di penetrazione della banda larga sono rimasti invariati in Italia, Austria, Cipro e Svezia. Coloro che utilizzano la tecnologia a banda larga tendono ancora a preferire l'Asymmetric Digital Subscriber Line (ADSL) per connettersi a Internet. In Francia, ad esempio, l'88% delle famiglie che ha Internet utilizza una connessione di questo tipo. La connessione analogica tradizionale sembra essere più diffusa nei paesi con percentuali elevate di popolazione rurale, quali l'Irlanda, mentre le connessioni alla rete della televisione via cavo sono diffuse in Romania, Bulgaria, Ungheria, Portogallo, Lituania, Lettonia e Austria. Anche le connessioni a Internet wireless (Wifi) si stanno diffondendo capillarmente in Europa. Il 34% delle famiglie utilizza ora un router wifi al posto del modem per collegarsi a Internet, a fronte del 27% di fine 2006. La tecnologia Wifi sembra essere maggiormente presente in Lussemburgo, Spagna e Francia, dove più della metà delle famiglie connesse a Internet è dotata di un router wifi. Per contro, meno del 20% delle famiglie lettoni, greche, lituane, slovene e portoghesi si avvale di tale tecnologia. Secondo l'indagine, con l'aumento del numero delle famiglie che sceglie il digitale, si intensificano di pari passo anche i problemi di protezione e sicurezza dei dati. Il 28% degli europei con accesso a Internet afferma che spam e virus hanno causato loro notevoli problemi. In alcuni casi, spam e virus hanno provocato un guasto al computer, o hanno determinato una perdita o alterazione dei dati. Ai rappresentanti delle famiglie dotate di computer e accesso a Internet è stato chiesto se avessero installato un software antispam o antivirus. Dall'indagine è emerso che i virus tendono a preoccupare più dello spam. L'81% circa degli intervistati ha affermato di aver installato programmi antivirus, mentre il 60% dispone di software antispam sul proprio computer. Il software viene tendenzialmente scaricato gratuitamente da Internet. I risultati del sondaggio alimenteranno presumibilmente il dibattito pubblico in corso sulla riforma delle norme comunitarie sulle telecomunicazioni, in programma per i prossimi mesi. «L'economia digitale europea sta crescendo notevolmente, in quanto sempre più famiglie optano per la convergenza tra servizi fissi, mobili e Internet», ha dichiarato il commissario europeo per la Società dell'informazione e i mezzi di comunicazione Viviane Reding. «La sfida della riforma delle norme comunitarie sulle telecomunicazioni di quest'anno consisterà nel fornire una risposta all'ambiente tecnologico in rapido cambiamento e al contempo nel promuovere una concorrenza efficace».

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