Premi Nobel celebrano i 50 anni dell'UE e guardano al futuro
Secondo diversi oratori intervenuti nel corso di una manifestazione organizzata per celebrare il cinquantesimo anniversario dell'UE, alla quale hanno partecipato diversi premi Nobel europei, Il passato, il presente e il futuro dell'UE si fondano sulla scienza. Il lavoro per cui tutti i premi Nobel hanno ottenuto il riconoscimento è stato «costruito su una visione del futuro e in questo 50o anniversario, anche noi dovremmo guardare al futuro», ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Pöttering. Il professor Sir Timothy Hunt, che insieme ad altri ricercatori, ha vinto il premio Nobel per la fisiologia e la medicina nel 2001 per la scoperta delle cicline, una classe di proteine, ha elogiato l'istituzione del Consiglio europeo della ricerca (CER) che ritiene «promettente per rafforzare in modo adeguato la scienza europea». Il professor Hunt ha inoltre auspicato una maggiore libertà per la scienza nelle istituzioni accademiche e ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che oggi i ricercatori sembrano talvolta «aver paura di eccellere» e ciò naturalmente ostacola il raggiungimento di risultati scientifici. Forse questo è uno dei motivi per cui le università statunitensi prevalgono nettamente su quelle europee. «È davvero un peccato che tra le 20 più importanti università del mondo, 15 siano statunitensi, 1 giapponese, 3 britanniche e 1 svizzera. Pensateci!» ha affermato. Il professor Carlo Rubbia ha vinto il premio Nobel per la fisica nel 1984. Dopo aver parlato dei tragici eventi del 20o secolo che hanno portato alla nascita dell'UE, ha messo in luce il «ruolo indispensabile e fondamentale della scienza nello sviluppo». Il professor Rubbia, insieme al professor Martinus Veltman, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1999, ha lodato il CERN, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Ha affermato inoltre che la regola del CERN che prevede soltanto due lingue di lavoro dovrebbe essere applicata anche alle istituzioni europee. Altri premi Nobel hanno parlato del progresso dell'unione monetaria, dei diritti umani, della pace e della povertà.